Meditazioni sulla Verità
(Ritiro del Guppo: luglio 2004)

La ricerca della verità deve essere il motore delle nostre azioni. Deve perché la verità porta allamore e lamore porta alla vera felicità. Talvolta siamo spinti a pensare che la verità non esiste perché ognuno ha il proprio pensiero. In realtà, è vero che ognuno ha il proprio pensiero, ed è pure giusto; ma non sempre è altrettanto vero che il proprio pensiero sia conforme alla Verità. Una verità assoluta esiste, anche semplicemente come relazione costante tra azione, e amore, e felicità. Infatti noi, cercando la Verità, sperimentiamo come questa ha effetti benefici sul nostro essere; essere naturalmente nel senso completo di anima e corpo. Gli effetti benefici si sperimentano nella costanza. Ad esempio: io scopro che fare lamore è bello e piacevole: questo è vero. Ma poi scopro che non è giusto che io abbia voglia di fare lamore con una mia amica: e anche questo è vero. Come lo scopro? Ad esempio, da single, corteggio una mia amica, che in realtà che io sia consapevole o no- mi interessa per il piacere che mi dà, non perché le voglio realmente bene. Dopo averla corteggiata, lei accetta, e stiamo insieme. Dopo un po di tempo facciamo lamore. Scopro che questo atto così coinvolgente mi ha sottratto molta della mia capacità di distinguere, nelle circostanze quotidiane, qual è il vero bene da compiere. Mi sono legato con questa donna ho incominciato a fare una vita piatta, fatta di passeggiate la sera, week-end fuori città, frasette pseudo-romantiche, coinvolgimenti emotivi e passionali non controllati. In questi anni, sono sopravvissuto, più che ho vissuto. In questi anni non sono cresciuto: né umanamente, nelle virtù; né tanto meno nel mio rapporto con Dio, perché questo pseudo-fidanzamento ha preso tutto me steso: e io lho permesso. Allora scopro che la fidanzata me la devo scegliere bene; che per amarla veramente devo essere anche disposto a vivere senza una donna per tutta la vita, pur stando bene, anzi benissimo. Scopro che è vero che fare lamore è bello, ma è anche un atto di donazione totale, che può essere vissuto nella pienezza e nella bellezza più alta, solo se è manifestazione per entrambi di un vero amore. Andando avanti così, noi non escludiamo le verità inferiori e impostiamo una gerarchia. Ad esempio, nel caso particolare e a partire dal basso: 1.fare lamore è bello; 2.Comincio a pensare di poterlo fare con la mia fidanzata e non con una mia amica o peggio ancora conoscente; 3. Nel fidanzamento non mi concedo facilmente, perché so che lamore è un atto di donazione; 4. Mi chiedo: quando sono veramente rispettate tutte le condizioni della donazione? Quando ho detto il mio Sì a DioTutte queste rimangono verità, ma hanno un grado di valore: per cui, più scalo questa Montagna di Valore e Virtù, quanto più sarò felice perché la verità si sposerà con lAmore. Questo però dovrà avvenire nella Costanza, perché la felicità non è il piacere, per quanto intensissimo; e in questo caso, dura un attimo e non sempre porta al benessere. Un piacere può essere buono e giusto; ma può essere brutto e non-edificante. Per crescere nel piacere, per me e per gli altri, devo crescere nella Bellezza. La felicità va cercata nella costanza dellamore e della ricerca della verità; così troveremo anche la Bellezza per noi stessi e per gli altri. E la Bellezza dellAmore Vero e Costante non può che darci la felicità


Nellesempio suddetto vediamo come lesperienza critica, ci ha fatto fare passi in avanti nella crescita delle Virtù, e quindi nella serenità complessiva. E un percorso che ci è convenuto perché cercando lAmore Vero, ci stabilizziamo sempre di più nella capacità di affrontare con fortezza le avversità; ma anche con Sapienza, perché diamo sempre una chiave di interpretazione agli eventi che sia positiva e benefica. Succede però che, nella nostra cultura spesso falsa, ci si pone in atteggiamento arrogantemente pseudo-scientifico nei confronti delle verità che proclama la Chiesa, o quanto meno verso quelle Verità che sono scomode perché non seguono il sentimento, ma che poi sono edificanti. E allora si dice che certe opinioni non hanno carattere scientifico, e quindi non possono essere prese per vere. In realtà noi, in tantissimi atteggiamenti nella vita, siamo mossi da automatismi psicologici di livello terra-terra, i quali però sorreggono il nostro modo di rapportarci con le situazioni. E questi meccanismi con hanno nulla in comune, né con la Scienza né con la ragione . Un esempio per capirci: nella nostra cultura sembra importantissimo piacere, nel senso più estetico del termine. Gino (personaggio ipotetico) piace alla propria fidanzata, ma non da morire: ma questo significa che G. è la parte perdente nel rapporto perché non scatena i pensieri libidinosi della fidanzata(/moglie)? Non potrebbe darsi che, per quanto anche se la bellezza estetica ha una sua importanza, la fidanzata di G. deve crescere nella percezione della Bellezza, intendendola anche come Bellezza complessiva, delle virtù, dellAmore per Dio? E quindi potrebbe darsi che questa nuova ottica sulla bellezza, una volta acquisita, potrebbe influenzare positivamente anche il desiderio carnaleIn realtà allora, nella vita, attuiamo delle strategie di comportamento, talvolta buone e amorevoli, ma tante altre basate sulla violenza o sulla convenienza spicciola, che sono il prodotto di automatismi di atteggiamento, se non di forme di difesa di bassa lega, che hanno assai poco a che spartire con la Scienza; e tanto meno con la Verità e la Bellezza. Cosa è successo? E successo che ci hanno convinto che la Verità non esiste, o meglio che esistono tante verità quante sono le persone. E noi abbiamo perso il senso critico nellapproccio col mondo, per cui ci facciamo trascinare dalle verità pubbliche trasmesse dai mass-media per lo più; le quali false verità non fanno altro che farci vivere male, come dei bambinoni che non crescono mai. E magari ci siamo pure assuefatti a questa idea della pluralità delle Verità, tanto che questa attribuzione di uguaglianza a tutte le forme di pensiero non lo riconosciamo come un relativismo etico; piuttosto ci sembra pure un giusto egualitarismo, magari cristiano. Così giungiamo allapice della falsità e rischiamo di vivere la vita come delle marionette, o dei robot.
Succede allora che è vero quello che dice Gesù conoscerete la verità e la verità vi farà liberi(Gv:8.32). Supponiamo ad esempio che il mio capo mi tratti in maniera distaccata, e che mi fa pesare ogni mio tentativo di accorciare le distanze, anche se questa mia tendenza è alimentata da un animo buono, non adulatorio o cmq non ipocrita. Potrei capire che, per mantenere nella giustizia il mio rapporto con lui, devo misurare bene queste distanze perché magari il mio capo ha bisogno di mantenere un rapporto più distaccato, e questo atteggiamento può essere da parte sua consapevole o no. In questa modo ho capito profondamente la verità del suo modo di essere, e sono libero, perché non provo rancori nei suoi confronti e posso avere un comportamento buono e giusto con lui. Questa maggiore comprensione mi salva dal cattivo umore, e mi rende anche più libero, al di fuori del lavoro a svolgere le mie attività con maggiore cuore, consapevolezza e determinazione. Daltra parte, chi è che non è libero? Chi non segue la verità. Gesù dice: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato.. Ma chi è che non commette peccato? Chi si sforza con amore a cercare e applicare la Verità.
La ricerca della verità deve essere accompagnata dalla preghiera. Infatti nella trasmissione o condivisione della verità ha un ruolo primario lo Spirito Santo, che è Spirito di Verità (Gv 16,13). Anche a livello umano, la preghiera è un atto di amore verso la persona per la quale si prega; ma anche verso il mondo intero. La preghiera ricostruisce ogni giorno il rapporto con Dio, e di conseguenza stimola fortemente a vivere nella crescita delle virtù e nellattenzione verso gli altri. Favorendo lamore reciproco, la preghiera apre un varco nei nostri interlocutori nella condivisione e trasmissione della verità. Questo aspetto è vero anche a livello psicologico. Infatti laccettazione e laccoglienza della verità spesso è contrastata da difficoltà psicologiche, come ferite mai rimarginate, e talvolta non curate a causa di inconsapevoli forme di vittimismo. La condivisione amorevole della verità tuttavia, se accompagnata con lesempio di un vivere nella virtù, pieni di sensibilità e tendenzialmente senza automatismi, suscita negli altri, anche a livello psicologico attenzione e apertura; e stimola, senza violenza ma con dolcezza, la messa in discussione di modi di essere e pensare che fino ad allora si ritenevano scontati. Viceversa un modo di essere ipocrita, di chi ad esempio parla della verità, ma è disattento verso gli altri, anche nel saluto, nel chiedere come stai?, nel passare il tempo insieme, ostacola negli interlocutori latteggiamento di ricerca della verità nellamore. La preghiera allora stimola la ricerca della verità e lamore, ci fa crescere anche nella nostra credibilità verso gli altri. A patto però, che la preghiera non sia un mezzo, ma sempre un fine; perché fine della preghiera è crescere nel rapporto di amore con Dio, e quindi nelle virtù, e solo di conseguenza fa maturare nel trovare i modi e tempi in cui voler bene agli altri. Modi e tempi ho detto: infatti la Verità non sempre può essere condivisa allo stesso modo. Talvolta la mia fidanzata, il mio amico, il mio collega di ufficio, può desiderare di essere ascoltato e capito, di avere un sfogo in una situazione che lo fa più o meno soffrire; oppure può aver voglia di scherzare (in modo buono), di riposarsi e parlare di argomenti leggeriquesti potrebbero essere casi in cui la verità va manifestata più con lazione che con la parola. Ammettiamo ad esempio che Lollo (persona ipotetica), mio amico, abbia il desiderio (legittimo) di sfogarsi e cominci a parlarmi di un rapporto con una persona, Giggi, che non funziona: perché quella persona non lo saluta, lo ignora, è prepotente Se io non accolgo il suo sfogo con dolcezza, cercando di arginare con delicatezza la tentazione che ha L. di parlare male di G, e magari attacco L (che è cristiano) dicendogli che non sta avendo un comportamento cristiano, faccio più guai che altro, perché la verità senza lamore non ha senso; come pure è vero il viceversa. Come nellesempio del punto 1, anche qui ho commesso un errore anche a livello razionale, perché ho guardato alla verità non tutta intera ma solo una parte; ho guardato solo ad una verità di livello inferiore: G. sta eccedendo rispetto al comportamento normale nel mettere in evidenza un difetto altri (quindi sembra che G. sta sparlando del prossimo); ma non ho tenuto conto di una verità di livello gerarchico superiore: G. è un mio amico, sta vivendo una situazione di sofferenza e mi sta chiedendo implicitamente aiuto del desiderio legittimo di sfogarsi. Mio compito è permettergli amorevolmente questo sfogo e al contempo, mentre tento con delicatezza di arginare la tentazione che può avere nel parlare male, cerco di comprenderlo e dargli dei buoni consigli. Quindi la Verità è sposa dellAmore. E se vogliamo amare come ama Gesù non dobbiamo far altro che crescere nella preghiera e, più in generale, nel cammino cristiano.
La nostra cultura considera lateismo o lagnosticismo come un superamento della religione. Chi è religioso infatti non avrebbe il coraggio di ammettere la caducità della vita umana, e che luomo è imperfetto. Per questo, non sarebbe Dio che crea luomo, ma è luomo che crea Dio, proiettando su di lui tutti gli attributi positivi a livello superlativo (Dio è buonissimo, infinito, bellissimo, sapientissimo). In realtà ora anche i sociologi stanno cominciando a considerare agnosticismo e ateismo come delle forme di religione anche esse. Infatti, se si va a vedere in profondità, lateo non è vero che non abbia un Dio, ma ha più dei, ai quali dà maggiore o minore importanza a seconda dei casi: il prestigio, la posizione sociale, la moglie a tutti i costi o che impropriamente adora, o leterna fidanzata con la quale ha tranquillamente rapporti fisici, la crescita nello stipendio al lavoro anche se questa comporta arroganza e aggressività. Daltra parte, anche lagnostico, ponendosi in atteggiamento di dubbio nei confronti della esistenza e presenza amorevole di Dio, rischia di avere un approccio irragionevole nei confronti di ciò che non è spiegabile in maniera deterministica. Allo stesso modo però lagnostico, in maniera più o meno inconsapevole, in certe situazioni può assumere comportamenti non dettati da considerazioni scientifiche, ma dal semplice buon senso; ad esempio, quando Gino (persona ipotetica), agnostico, sceglie di dedicare del tempo (o no.) ad un caro amico che non vede da tempo- che magari sta passando un periodo negativo-, piuttosto che (o perché deve) andare in palestra
E chiaro che anche per il cristiano la contemplazione e lunione con Dio, che può avvenire solo in un cammino in cui si cresce nelle Virtù oltre che nella preghiera, non è mai definitiva; il nostro rapporto con Dio non è mai statico, per cui mai possiamo dire di essere perfettamente credenti e uniti alla sua volontà; ma è dinamico, fatto di preghiera, discernimento, amore per Dio in ogni più piccola azione che compiamo, scelta di ciò che Dio gradisce di più. La verità della nostra vita allora si riassume nel comandamento che dice Gesù: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso» (Luca 10:27). Questa è la condizione perché noi abbiamo vita, e una vita sempre più bella e piena; coraggiosa ma sapientemente prudente, allinsegna dellamore per Dio. E questo lo dice Gesù stesso: ; fa' questo e vivrai (Luca 10:28). Accogliendo questo comando di Gesù, noi abbiamo anche ammesso che solo Dio - Dio che si incarna in Gesù, che ama e si dona infinitamente - è il solo unico e vero Dio(1); non è possibile attribuire troppa importanza ad altri dèi, sarebbe sbagliato per noi e per tutti, ci farebbe soffrire, star male, non crescere, ci alienerebbe da noi stessi e dagli altri. Ma potrebbe sembrare che noi non abbiamo altri dèiQuando in un rapporto di fidanzamento o di matrimonio non vogliamo crescere e ci lasciamo andare alla comodità, al non fare un passo avanti(2) non è forse vero che diciamo Osanna al dio Comodità, figlia del dio Egoismo? Un giornalista e filosofo ha detto: Il progresso non ha portato ad una vita più bella, ma più comoda! Quando io do troppa importanza allopinione altrui, a come la pensa la mia fidanzata, non mi metto in adorazione di un dio falso, che mira a farmi cercare lappoggio degli altri (in maniera peraltro fallimentare) piuttosto che mettermi in cerca della Verità, di Dio? In realtà, amando Dio noi amiamo la verità e quindi riusciamo ad amare gli altri veramente, con i fatti, e in una maniera che neanche gli altri talvolta si aspetterebbero. Ecco che scopriamo come lamore non possa essere scisso dalla verità. Ognuno di noi è in cerca di dare amore, ma nel corso della vita abbiamo scoperto che, se amare è una espressione bellissima, il suo significato e modo di praticarlo non è assolutamente scontato. E questo vale anche nei piccoli gesti: lamore per la Verità e quindi per Dio mi fa amare molto più profondamente gli altri. Ad esempio, ammettiamo che Gino e Pino, due cari amici, si trovino insieme ad altre persone, e a Lalla, la quale loro reputano essere un po oca. Ora Lalla fa loca (fa la vocetta da bambina, battute smaliziate): G. e P. si guardano negli occhi tra loro, sorridendo, ogniqualvolta Lalla si comporta da oca, e quindi, proprio adesso; si incrociano i loro sguardi sornioni come dicendosi lo vedi? Ci siamo capiti. Ma questo comportamento è vero nellamore? Salvo che non si abbiano motivi particolari (ad esempio di sfogo legittimo) serve a qualcosa mettere in minoranza, e comunque emarginare una persona, anche se questa non si sta comportando in maniera matura? Altro esempio: saluto degli amici/amiche (o potenziali tali) dandogli un bacetto, ma senza chiedere niente né come stai? Né Come va?. E bello questo? Sì, può essere bello, perché è vero anche che bisogna sforzarsi a capire laltro, il suo linguaggio di amore. Ma non sarebbe più opportuno trovare un linguaggio più universale, più vero? Oppure (altro esempio) mi interesso degli altri amici\amiche solo quando mi aspetto altrettanto interesse nei miei confronti; che magari uso regolarmente per soddisfare i miei presunti bisogni (ad es.: di sfogo, compagnia).Qui possiamo sforzarci a non giudicare, perché quel modo di essere potrebbe, ad esempio, essere automatico, con vagliatoma questo modo di essere, va verso lamore vero? Solo il rapporto con Dio costante, la preghiera, e più in generale, il cammino cristiano mi possono mettere in cammino alla ricerca della Verità e, quindi dellobbedienza ai comandamenti di Dio(3). (1) Esodo 20: 1-5aIo sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese dEgitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dei di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. (2) Per es: sposarsi per chi è fidanzato e ha fatto un cammino di qualche anno (3) Catechismo della Chiesa Cattolica, 2099
Ma la realtà è fatta di tanti aspetti: lamicizia, lamore nel fidanzamento e nel matrimonio, il lavoro, lo sport, il tempo libero, le vacanze perché dovrei dare più importanza a Dio piuttosto che a questi altri aspetti della mia vita? Non diventa allora una fissazione lamare Dio, alla stessa maniera in cui cè chi è fissato con lo sport, col sesso, col lavoroNon è vero questo? A mio avviso, in tutte le bellezze del mondo è presente Dio e Dio parla attraverso queste bellezze. Questo significa che in tutto ciò che cè di bello nella nostra vita cè Dio, ché noi ne siamo consapevoli o no. Quindi è importante fissare delle priorità nella nostra vita. Se la nostra priorità è amare nella Verità, e cercare la Verità in se stessa, non potremmo che approdare a Dio, a Gesù, che, per delicatezza e vero amore, si fa appena intravedere in tutte le bellezze. Ma allora la vera felicità e il vero amore sta nellamare Dio, e solo di conseguenza nellamare gli altri. Proprio in questo periodo sto riflettendo su come un rapporto di fidanzamento o coniugale, per quanto bello, sia solo un piccolo riflesso dellamore per Dio e da parte di Dio. Qualcuno può dire: ma cosa centra lamore per Dio con lamore verso la propria fidanzata/moglie? Centra, perché lamore di Dio è lamore Vero unitivo di chi si dona allaltro completamente. E un amore che può essere vissuto come amore appassionato e avvincente come lamore tra due innamorati.
Ma se Dio mi ama e io lo amo, come faccio a farlo contento, affinché io sia contento, e felici siano tutti quelli che mi circondano? La Volontà di Dio è che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità (1Tm 2:4). Sicuramente il suo comandamento è espressione della sua volontà: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato,(Gv 13:34). Ma la volontà di Dio non è scontata: non serve che noi siamo religiosi, se con tutto il nostro cuore, anima e forze non cerchiamo, in ogni piccolo gesto, di fare la volontà di Dio. E questo vale anche per gli atei, o le persone di altri credo ma che cercano seriamente la Verità; è Gesù stesso che lo dice: Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. (Matteo 7:21). Questo è un aspetto fondamentale del Cristianesimo che mi ha colpito tantissimo nel periodo della mia conversione, nel momento in cui ero in forte ricerca della verità: fondamentale, perché mostra come, per Gesù, che è vero Dio, non dobbiamo usare il rapporto con Dio per distrarci dalle fatiche della vita, assumendo così un atteggiamento alienante e contrario allamore; dobbiamo anzi cercare il Bene, il Vero Bene per far crescere in noi il desiderio e la volontà di somigliare sempre di più a Dio che è Verità e Bellezza assoluta. Dunque secondo i cristiani, tutti si possono salvare(4) , anche quelli di altre religioni o atei, ma purché agli occhi di Dio siano giusti. Questo invece non accade nellIslamismo secondo cui si salva solo chi crede in Allah.
Per salvarci dobbiamo fare la volontà di Dio: la quale non è un capriccio, né una predestinazione, secondo un disegno già scritto. Dio vuole innanzitutto che siamo felici, ed è per questo che ci ha dato i comandamenti, perché conosce bene il mondo che ha creato. Ma per fare la Volontà, che è di bene e felicità, dobbiamo sempre rimanere in contatto con lui nella preghiera, prendendo come esempio lui stesso, Gesù, che costantemente si rivolgeva al Padre, in ogni piccolo gesto; e solo così ha potuto donarsi totalmente a noi, passando una vita, dalla incarnazione alla tortura e morte (e Risurrezione!!!) tutta allinsegna della sapienza della fortezza e dellamore vero e incondizionato per Dio; e, di conseguenza, per gli uomini.

(4) Come pure dannare, se fino allultimo si rifiuta lamore infinito di Dio; il quale però, lascia liberi di scegliere.

Fabrizio