Il Senso della Vita
(Ritiro del Guppo: luglio 2004)

23] PRINCIPIO E FONDAMENTO. L'uomo è creato per lodare, riverire e servire Dio nostro Signore, e così raggiungere la salvezza; le altre realtà di questo mondo sono create per l'uomo e per aiutarlo a conseguire il fine per cui è creato. Da questo segue che l'uomo deve servirsene tanto quanto lo aiutano per il suo fine, e deve allontanarsene tanto quanto gli sono di ostacolo. Perciò è necessario renderci indifferenti verso tutte le realtà create (in tutto quello che è lasciato alla scelta del nostro libero arbitrio e non gli è proibito), in modo che non desideriamo da parte nostra la salute piuttosto che la malattia, la ricchezza piuttosto che la povertà, l'onore piuttosto che il disonore, una vita lunga piuttosto che una vita breve, e così per tutto il resto, desiderando e scegliendo soltanto quello che ci può condurre meglio al fine per cui siamo creati.
Sant'Ignazio da Loyola
La vita ha un valore inestimabile, essa è dono gratuito del Padre fatto allatto della Creazione, nata dal soffio del Suo Spirito, essa è Sacra poiché pone le sue radici nel mare fecondo della Santità Divina. Tutto il creato parla di Dio eppure non a tutte le creature è stato dato limmenso dono che il Signore ha fatto a noi uomini per i quali Egli tutto ha predisposto con immenso amore
"Eppure lhai fatto poco meno degli angeli, / di gloria e di onore lo hai coronato: / gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, / tutto hai posto sotto i suoi piedi;... / O Signore, nostro Dio, / che cosa è luomo perché te ne ricordi? / Il figlio delluomo perché te ne curi?" (Sal. 8, 6-7.2.5).
Tutto ciò che Dio ha creato parla di Dio, infatti in ogni cosa visibile ed invisibile è presente un caratteristico marchio Divino che ne caratterizza la provenienza, questo marchio è lordine. Come scrive il Santo Padre nel testo il Progetto di Dio - Decalogo per il terzo millennio
"..... Tutto è mirabilmente ordinato, dalle particelle infinitesimali che compongono l'atomo alle galassie che ruotano nello spazio! Tutto indica un progetto che comprende ogni manifestazione della natura, dalla materia inerte al pensiero dell'uomo! Dove c'è ordine, c'è intelligenza e dove c'è un ordine supremo c'è l'Intelligenza suprema, che chiamiamo Dio e che Gesù ci ha rivelato essere Amore e ci ha insegnato a chiamare Padre!" (da il Progetto di Dio - Decalogo per il terzo millennio - Giovanni Paolo II)
Questa infinita Sapienza di Dio ha voluto che tra le splendide creature viventi solo una sapesse domandarsi ed interrogarsi sulle proprie origini.
Infatti anche lalbero vive, gli uccelli del cielo e i pesci del mare vivono, tutti gli animali della terra vivono, ma non possedendo il dono dellintelletto non possono domandarsi circa la loro esistenza. Luomo invece, la creatura di cui Dio più si compiacque nel giorno della Creazione, è un essere dotato di raziocinio ed intelletto e come tale in grado di ragionare e dunque in grado di potersi domandare sullorigine e il fine della propria esistenza:
chi mi ha creato? Perché esisto? Qual è il fine della vita?
Domande complesse, che trovano risposte solo alla luce della Fede, lunica in grado di illuminare sufficientemente la ragione alla comprensione di questi quesiti
La sola ragione non basta a rispondere a tali domande ed anzi non porta ad alcuna conclusione, infatti essa quando sragionata ovvero priva del supporto della Luce Divina, porta alla conclusione che luomo è frutto del caso Ma come può essere tanto ordine frutto del caso? La stessa fisica insegna che nulla può nascere dal nulla nulla nasce dal nulla, qualcosa nasce da qualcosanon è un caso infatti, che alcuni tra i più grandi scienziati di tutti i tempi, evidentemente illuminati, siano arrivati alla conclusione che la Creazione è frutto dellIntelligenza infinita di Diobasti pensare alla famosissima frase di Einstein Dio non gioca a dadi ,dunque non solo è razionale credere in Dio, ma è irrazionale non credervi.
Dio è il Creatore dellUniverso, del visibile e dell'invisibile
Veniamo alla seconda domanda, perché esistiamo?
A questo proposito molto illuminante è un racconto, narrato dal grande scrittore cattolico Giovanni Papini.
Uscii di casa; andai verso il fiume. Vidi un pescatore; gli chiesi: perché peschi? Per prendere i pesci. E poi? Per venderli. Che ne fai dei quattrini? Compero pane, vino, olio, vestiti. Perché comperi queste cose? Per vivere. Perché vuoi vivere? Per pescare. Era inutile continuare; eravamo tornati al principio. Mi alzai; proseguii il cammino. A un contadino che vangava chiesi: Perché fai questo lavoro? Per seminare e perchè nasca il grano e possa fare il pane. E perchè vuoi il pane? Per vivere Ma perchè vuoi vivere? Lui abbassò la testa e riprese a lavorare; non volle rispondere. In un prato vicino, una fanciulla raccoglieva fiori. Le chiesi: Perché fai questo? Subito rispose: Per portarli in chiesa e collocarli davanti alla Madonna. Perché? Perché si ricordi di me e mi prepari un posto in Paradiso vicino a lei. Solamente quella fanciulla aveva compreso il vero significato della vita. Siamo su questa terra per ritornare a Dio che ci ha creati: viviamo, lavoriamo, soffriamo per conquistare il Paradiso. La devozione alla Madonna è la via più facile, più breve e più dilettevole per raggiungere la felicità del Cielo.
La ragione, lintelletto, e tutto ciò che ci è stato donato, non sono altro che mezzi, forniteci dal Padre per comprendere che da Lui siamo nati, e che per Lui e in Vista di Lui viviamo. La ricerca di Dio è ricerca dellinfinito amore e tra tutte le ricerche è la più appagante. Dio è quel preziosissimo tesoro, quella perla preziosa di cui parlano i Vangeli e chi Lo trova è disposto a perdere tutto pur di guadagnarseLo, consapevole che non cè tesoro finito che possa essere paragonato a quello dei Cieli. Viviamo su questa terra una breve scintilla rispetto a quella fiamma dAmor vivo ed eterno che è per l'appunto leternità in Dio, tanto breve è questa vita che si può affermare non sia vera vita quella di questa terra, bensì preludio e anticamera di quella che si realizzerà solo dopo la morte del corpo, ovvero la morte del finito che ci slegherà definitivamente dai vincoli dello spazio-tempo per permetterci di librarci verso la dimensione delleternità. E dunque come vivere questa vita in funzione delleternità? Lì dove la ragione non giunge ecco la Parola del Signore a far luce sulla nostra esistenza.

Veniamo dal Signore il quale, ci ha creati a sua immagine e somiglianza" (2), e ci ha collocati in questo meraviglioso giardino che è luniverso con linvito a ritornare a Lui e a partecipare alla sua gloria e alla sua gioia. Cristo Giudice un giorno ti dirà: "Bene, servo buono e fedele... Prendi parte (per sempre) alla gioia del tuo padrone" (3), del tuo Signore.

Siamo "stranieri e pellegrini sulla terra, alla ricerca di una patria migliore, quella celeste" (4). "Non abbiamo qui una città stabile, ma cerchiamo quella futura" (5). Perciò S. Pietro ci ripete: "Carissimi, io vi esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dai desideri della carne che fanno guerra allanima. " (6).

Questa è dunque la missione del Cristiano, conoscere sempre di più Dio per amarLo, poiché conoscenza e amore vanno di pari passo, e dunque lodarLo, adorarLo, e servirLo, per poi poter gustare le delizie che ha preparato sapientemente per noi, un giorno nella Gerusalemme Celeste. Per tutti noi Gesù ha riservato un posto e sta a noi raggiungerlo Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve lavrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via. Egli è la Via che porta al Padre, poiché Egli e il Padre sono una cosa sola, e chi vede Lui vede anche il Padre. Amare, lodare, adorare limmagine del Dio vivente, equivale a percorrere i passi di quella Via in salita che porta al Padre. Il Cristiano è colui che segue Cristo, è colui che sceglie di vivere la propria vita solcando quei sentieri sassosi, spesso ripidi e spinosi che caratterizzarono lesistenza del Divin Maestro, è colui che rinnega se stesso per seguire Gesù, è Colui che lascia tutto per abbracciare la croce propria e quella dei fratelli, è colui che imprime a caratteri di fuoco nel cuore i comandamenti damore del Padre, e vive lAmore fraterno, fino a morire, fino a consumarsi per esso. Il vero Cristiano è colui che sceglie di dare se stesso da mangiare, sfamando i fratelli non solo col superfluo, ma col necessario, non solo col pane degli altri ma con il proprio corpoconsumandosi damore come Gesù che ha dato il Corpo e il Sangue per noi! Il cristianesimo comporta una radicale rinuncia alle lusinghe del mondo, tantè che lintera vita di questo si prefigura come una lotta contro il mondo, voi siete nel mondo, ma non siete del mondo, lotta non contro i fratelli, ma contro ciò che nel mondo corrompe in quanto frutto del peccato. A generare questa corruzione non sono tuttavia esseri visibili e per questo San Paolo ci esorta al combattimento quotidiano con contro esseri di carne ma contro un esercito invisibile e spietato. Arma del Cristiano è la preghiera, che si matura nellumiltà, nel silenzio, alla luce del Santo Spirito, essa è la scintilla che alimentata dallolio della Fede accende la fiamma damore per il Signore! Lintera esistenza del Cristiano è improntata sulla ricerca della Verità, la sola in grado di appagare il senso di felicitàessa esiste nel mondo, ma la felicità che riceviamo dalle cose corruttibili è destinata a finire con esse e spesso essa ci appare come in realtà non èe porta allesatto contrario della felicità. La vera felicità ha ragion dessere solo in Dio, poiché esso è il creatore di tutto il Bene e dunque anche della felicità, ma come tutto ciò che vive in Dio essa è infinitamente più grande di quella che conosciamo, e dunque la Felicità di Dio è Felicità Vera e Infinita, è cioè estasi dAmore che appaga i sensi del cuore. Ciò che si inizia su questa terra si continuerà poi in cielo, lamore, la lode, ladorazione sono dunque dei piccoli spicchi di Paradiso in terra che abbiamo la grazia di vivere, in preparazione e in vista di ciò che un giorno sarà leternità. Ecco dunque lo scopo di questa vita, godere il Paradiso in terra per poi guadagnarlo in cielo seguendo Cristo e sullesempio della Sua vita esemplare.

Ma sono tutti i cristiani consapevoli di tutto questo?

Il S. Curato dArs ammonisce: "Purtroppo ci sono molti cristiani che non sanno perché sono al mondo. Tre quarti dei cristiani non si affaticano che per dare soddisfazione al cadavere che ben presto andrà a marcire sotto terra, mentre non pensano affatto alla loro povera anima destinata ad essere eternamente o felice o dannata. È cosa da far tremare".

Come precedentemente affermato da San Pietro, ad oscurare e ad ottenebrare la vista degli uomini sono le passioni terrene, i desideri della carne, che fanno a guerra con lanima poiché impediscono di vedere oltre quel velo che squarciato apre la vista dello spirito sulla realtà del Cielo.
Lo sguardo di chi vive nella schiavitù della carne è ben fisso a terra sulle cose finite e caduche, destinate ad essere un giorno seppellite
La Bibbia mette ben in guardia dalle 3 Terribili S SESSO(disordinato), SOLDI, SUCCESSO definite come "Concupiscenza della carne, concupiscenza degli occhi e superbia della vita".
Tutte e tre conducono allillusione della libertà, del dominio di se e degli altri, e sono invece specchio di gravi schiavitù, che accrescono egoismo, superbia, e vanità, le quali poi sono alla base di tutti gli altri vizi e le altre schiavitù Chi è ricco difficilmente sa rinunciare al lusso, al divertimento, ai mille svaghi, al successo, alle donne facili, il ricco inorgoglisce facilmente e insuperbendosi crederà di poter ottenere tutto col denaro, anche la felicitàma questo non farà altro che trascinarlo nel baratro della tristezza e dellinsoddisfazione, aprendo così la strada a molteplici vizi che generano schiavitù. Colui che vive nella ricchezza non sa rinunciare alla ricchezza e questo ce lo dice chiaramente Gesù attraverso la vicenda del giovane ricco, ricchezza e Santità difficilmente si conciliano. Nei riguardi di questa categoria molte parole furono spese da Gesù, egli disse ai suoi discepoli dopo aver incontrato il giovane ricco E più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri a far parte del Regno dei Cieli, perché?
Proprio per i motivi appena enunciati, la ricchezza comporta un attaccamento smodato alla terra, il denaro diventa un idolo, così come tutto ciò che intorno ad esso ruotaimpedendo di guardare alle cose del Cielo. Per questo Gesù esorta più volte alla povertà e alla semplicità, Beati i poveri di spirito perché di essi è il regno dei cieli e Le volpi hanno le tane e gli uccelli del cielo nidi, ma il Figlio delluomo non ha dove reclinare il capo o ancora Nessun servo può servire due padroni: o odierà luno e amerà laltro, oppure preferirà luno e disprezzerà laltro. Non potete servire a Dio e a Mammona, anche Maria apostola del Magnificat si fa Regina dei semplici e dei poveri, scegliendo nelle sue apparizioni sulla Terra persone semplici e dimenticate, quali pastori, contadini e gente poverissima come Bernadette Soubirous, di una povertà da far piangere, vissuta di stenti e nellignoranza eppure felice e umile non esitava a dire di se stessa: Se ci fosse stata sulla terra una persona più ignorante e più stupida di me, la Madonna avrebbe scelto quella!.
I criteri di grandezza in cielo sono evidentemente diversi da quelli in vigore sulla terra, è Gesù stesso a dirci In questa maniera gli ultimi saranno i primi e i primi gli ultimi e Maria lo sa, Lei stessa infatti ce lo ripete ancora attraverso le stupende parole del Magnificat: Ha disperso i superbi nei pensieri dei loro cuori, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha rimandato i ricchi a mani vuote.
La felicità dunque non si trova in nessuna attività umana, la vera Felicità la si ha solo in Dio che è Amore, e la strada per giungere a Dio è vivere amando nella povertà, nella purezza, nella mitezza, nella pace, nella misericordia e nella Croce! Amando come Gesù ha amato, vivendo come Gesù ha vissuto, cercando di imitarLo ogni giorno, dando il massimo di noi stessi, e sempre più conoscerLo, servirLo e amarLo, per poter un giorno entrare a far parte della Sua gloria trinitaria insieme con gli angeli e con i santiquesto è il senso della nostra vita, questa è la strada verso la Vera Felicità, verso il nostro Tutto.

Fabrizio