Formazione o Amore per Dio?

Ciao a tutti
oggi vorrei riflettere su un aspetto di cui spesso si sente parlare nella vita cristiana: La formazione. Si dice: “Il seguire un gruppo di ascolto alla Parola fa parte della formazione del volontario (o della persona)”. Detto così però, sembrerebbe che noi dobbiamo acquisire delle abilità per poter svolgere una attività; o che dobbiamo essere adeguatamente istruiti per poter porre in atto una determinata mansione con più “motivazione”.

Sennonché l’ascolto della Parola di Dio, la sua condivisione in un gruppo in cui ci sia una brava guida, ci serve alla nostra crescita Spirituale e poi umana, molto prima di formarci in qualsiasi maniera; ci serve per unirci a Dio in un atto di amore e con un sentimento di innamoramento, affinché possiamo permettergli di compiacersi di noi per quello che compiamo nella nostra vita, a partire dai gesti più piccoli, che Dio certamente guarda. L’ascolto della Parola, come pure la preghiera personale fa parte, a mio avviso, di quel cammino di crescita spirituale e umana che tutti siamo chiamati a porre in atto, tanto i cristiani, quanto gli appartenenti a qualsiasi religione; come pure gli agnostici e gli atei. La crescita comporta il miglioramento delle Virtù: qui vorrei citare l’allenamento nella costanza nei momenti di difficoltà, la pazienza in tutte le situazioni di stress, il discernimento nel compiere il Bene Reale che è la Volontà di Dio, la perseveranza nel seguire il Vero Bene. L’ascolto condiviso della Parola diventa non semplicemente una formazione, ma un cammino in cui noi cresciamo nell’indirizzare i nostri sentimenti verso il Sommo Bene, che è Dio. Il gruppo che medita insieme la parola di Dio, e che coltiva rapporti interpersonali di “amicizia”, spesso è utile anche come palestra di vita. Stai attento a quella persona che, al primo momento di difficoltà, abbandona la causa comune, accampando scuse prima a se stessa e poi agli altri: alla stessa maniera si comporterà nell’amicizia o, a maggior ragione, nella coppia. Discerni bene quel modo di fare di chi, non sapendo guardare dentro se stesso, attribuisce ad altri la causa di una cattiva impostazione di un rapporto di amicizia, anche se potenziale. Osserva come, quel comportamento di chi è complice con te di ridere delle mancanze altrui, un giorno potrà rivolgerlo a te. Medita sul fatto che chi parla male degli altri, avrà lo stesso atteggiamento nei tuoi confronti. Alla stessa maniera nel positivo: guardiamo a chi ha un pensiero fuori dal comune con interesse e nella preghiera; forse ci accorgeremo che non è un esaltato/a, ma una persona che si è solidificata nel corso del tempo; e quella persona che può attirarmi nel costruire una vera amicizia. L’amicizia, quella Vera, è fondata sul Bene: le altre personalmente le chiamo Alleanze; funzionano (male) finché servono al nostro egoismo. C’era un detto antico 1 che più o meno dice così: “Prima di poter dire che una persona ti è amica, ci devi mangiare un chilo di sale assieme”.

E in effetti ogni gruppo che ho frequentato, nessuno era perfetto. Ognuno ha dovuto affrontare i suoi periodi di Deserto. Ma è lì che si vede se abbiamo veramente “formato” il nostro animo, modellandolo su Gesù. Sono Fasi Difficili, in cui bisogna discernere con particolare energia sullo stato di salute dei nostri affetti, tanto verso le persone, quanto verso il fine Vero e Reale a cui in Verità noi miriamo. Ma, superati questi travagli, si muore, per nascere di nuovo, rinnovati, abbelliti e purificati: i rapporti di amicizia si cementano e noi, talvolta anche inconsciamente, seguiamo la Verità e la Bellezza, perché questo diventa lo stile fondamentale della nostra vita.


1. che talvolta cita Padre Livio di Radio Maria

Fabrizio