Le Regole

In questi giorni le mie riflessioni vertono sul valore delle regole e delle leggi.
Oggi ho avuto modo di leggere questa frase, scritta da una ragazza Cattolica:
"A ME LE REGOLE NON PIACCIONO!! E SE QUALCUNO ad Esempio MI DICEla regola è il VENERDI NON SI MANGIA CARNE PERCHE DIO HA DETTO COSI vai tranquillo che mangio una fiorentina(Bistecca) cotta al sangue anche se chi me lo dice è il creatore del mondoBasta con le regole!! la Nostra è la FEDE in un Dio Amore non in un Dio LEGISLATORE!!" Questa è una mentalità comune, diffusissima non soltanto negli ambienti dellateismo, ma perfino tra coloro che si professano cristianisi avverte una vera e propria repulsione per tutto ciò che è imposto dallalto, perché viene visto come limitazione della libertà personale
Gli stessi 10 Comandamenti, espressione di amore Paterno del Padre nei confronti di noi Suoi figli per meglio vivere in unità e comunione tra noi e con Lui, vengono criticati, giudicati, e spesso anche vilipesi E luogo comune associare alle regole il valore di restrizione, ma così non èè infatti lesatto contrario, poiché le regole creano ordine, lassenza di queste disordineDio è Cosmos, ovvero Ordine Universale, a questo si contrappone il Chaos, ovvero il disordine, il disordine che nasce dalla mancanza di regole dunque non crea libertà e abbrutisce fino alla schiavitù
Prendiamo ad esempio un semaforoun semaforo rosso indica un divieto, se questo divieto viene infranto il rischio è sicuramente un incidente, con tutte le conseguenze che esso comporteràSeguire le regole aiuta a vivere, non rispettarle è la strada migliore per iniziare a morire.
Cosè la libertà per i giovani doggi?
La libertà è fumare, sballarsi, bere, divertirsi in discoteche e locali affollati, fare sesso ed essere libero dai vincoli che la morale comune imponema è questa vera libertà?
La risposta è sotto gli occhi di tutti, il 40% dei giovani fuma ed ha contratto la schiavitù del vizio, unaltra abbondante percentuale fa uso di droghe leggere e non ne sa fare a meno, altri vivono in funzione del fine settimana di sballo in discoteca tra alcool, ecstasy e sesso sfrenato, schiavi quindi dei sensi Tutti questi tipi di libertà sono fallaci ed ispirati dallo spirito di menzogna.
Non è dunque tutto ciò che fa piacere a renderci liberi, o meglio, quando il piacere è legato alla carne sicuramente porta ad un tipo di schiavitù e non di libertà
In riferimento alla frase di partenza, ciò che spesso si confonde è il Dio Amore con il dio del tutto mi è lecito...si pensa che un Dio Infinitamente Amoroso permetta tutto e tutto perdoni, ma se è verissimo che Dio è Misericordiosissimo, è altrettanto vero che esso è Giudice Giusto, infatti come dice San Basilio se il pensiero della divina bontà è confortante, quello della divina giustizia è più fruttuoso, quantunque meno piacevole e Dio non deve considerarsi solo per metà, cioè pensandolo soltanto buono; Dio è anche giusto!
Dio è Amore e i Suoi comandamenti sono comandamenti dAmore, non accettare i Suoi comandamenti damore è come rifiutare lAmore che viene dal Padreda qui nasce il peccato
Chi decide deliberatamente di non seguire i comandamenti, decide altresì di propria spontanea volontà di allontanarsi dal Padre, ma ecco che Egli Misericordioso, sempre protende le Sue mani verso di noi, aspettando un nostro cenno, un nostro ritorno allAmore
Alla luce di questo nasce lesigenza di comprendere quale devessere latteggiamento del Cristiano dinnanzi alle regole e alle Leggiricordando che prima ancora di essere incisi sulla pietra i comandamenti divini sono scritti nel cuore di ognuno di noi, e ci vengono trasmessi attraverso la Coscienza che è voce di Dio Alcuni valori infatti sono comuni alla maggior parte delle civiltà indipendentemente dal tipo di religione professata, quasi come si trattasse di un Divino Imprinting trasmesso alluomo per meglio vivere.
Ci sono tre tipi di atteggiamenti 1) Accettazione Matura che consiste nel prendere atto del significato profondo insito dietro una ben precisa regola(ad es.comprendere il valore della castità alla luce del sacramento del matrimonio dove la sessualità è vista come totale donazione di sé allaltro, nellambito di un progetto dAmore benedetto da Dio, quale la famiglia). 2) Accettazione Superficiale quella di chi non approfondisce il senso profondo della regola e che di conseguenza non prendendo atto del significato di questa può andare incontro ad infrangerla con facilità. 3) Accettazione Ubbidiente quella di coloro che pur non comprendendo nellimmediatezza il significato profondo di una regola, si pongono con umiltà in attesa di una luce che li rischiari.

I piaceri della vita illudono l'uomo che sia assolutamente indispensabile goderne a pieno, allora egli evita la distinzione tra i piaceri evocati dal bene e piaceri ispirati dal male, dimentico dell'analisi che è chiamato a fare per praticare le scelte più giuste. Ma come fa il pover'uomo ad effettuare questa distinzione, se già mostra propensione a non andare troppo per il sottile? Richiamandosi alla regola. Se la vita è un gioco, essa deve essere giocata rispettandone i regolamenti. Come si fa, per esempio, nei giochi di carte in cui è lecito giocare e vincere, a condizione che si rispettino le regole. Chi non ci sta non gioca. Chi gioca e bara viene allontanato. Chi ha inventato il regolamento? Colui che ha ideato il gioco.
Trasferiamo l'esempio alla vita terrena giocata dagli uomini, ma creata e regolamentata dal Creatore. Per quanti non lo avessero capito, le regole del gioco sono state scolpite nella pietra e nelle menti, anche in quelle più rocciose. Sono una decina, poche ma essenziali. Chi vi si adegua ha diritto di giocare la partita. Chi le rispetta vince. Chi non le rispetta può perdere tutta la posta in palio, anche se è un giocatore astuto e fortunato. Non è detto che non possa rifarsi, ma per vedersi rinnovata la posta deve fornire garanzie. Per rimanere nel campo dei giochi, anche il calciatore sa che deve rispettare regole comportamentali. Se compie un fallo veniale, l'arbitro lo riprende verbalmente. Se il fallo è più grave, lo diffida con il richiamo ufficiale mostrando il cartellino giallo. Comunque lo perdona. Ma se recidiva l'errore, lo espelle definitivamente.
A differenza del calcio, nel gioco della vita il direttore di gara è Colui che ha fissato le regole ed è infallibile, mentre colui che le deve osservare è al tempo stesso giocatore e arbitro. A lui sta la scelta tra la regola e la trasgressione, se portare a termine la gara guadagnando la promozione nella categoria di vita superiore o la retrocessione nella morte. La vita si gioca in singolo o in squadra, però le scelte riguardano il libero arbitrio del singolo. Che tuttavia se sbaglia, non compromette definitivamente il suo passaggio di categoria, perchè Dio prevede la misericordia e il perdono verso chi sinceramente si pente. Solo l'uomo, dunque, decide sull'infortunio che gli farà abbandonare per sempre la partita. (Emilio Crispo)


Fabrizio