Il buon Cristiano e la Parola

In questo giorno meditiamo sull'atteggiamento del buon Cristiano dinnanzi alla Parola e agli insegnamenti della Chiesa.
Cè una corrente molto vasta di credenti che pur credendo nelle Scritture ha una scarsa considerazione dellAntico Testamento e giudica spesso Antico e Nuovo Testamento come due mondi completamente opposti, dimenticando che si tratta invece della medesima Verità
A far luce su questa importante questione, ci viene incontro il Vangelo del giorno
Gesù si recò a Nazareth, dove era stato allevato, ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere, già da queste parole comprendiamo come sia grande lesigenza di Gesù di adempiere agli usi e ai costumi della tradizione ebraica, recandosi in sinagoga, secondo il suo solito, come per sottolineare leducazione impartita a Gesù, uneducazione fondata sulla Legge giudaica. A questo proposito è bene ricordare le parole della presentazione di Gesù al Tempio quando si dice: i genitori portavano il bambino al tempio per adempiere alla legge, Gesù dunque fin dalle prime fasi della Sua vita non vuole essere elemento di separazione, non vuole dividere il Vecchio dal Nuovo, ma bensì dare seguito a ciò che è Vecchio affinché possa completandosi divenire Nuovo
Ma vediamo meglio questo discorso
Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con lunzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore.
Poi arrotolò il volume, lo consegnò allinserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire: Oggi si è adempiuta questa scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi. In questo passo comprendiamo chiaramente un aspetto fondamentale della missione di Gesù, Egli è là per adempiere alla Scrittura e glorificare il Padre con la Sua testimonianza.
Lo stesso Gesù disse in unaltra situazione: "Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento" (Mt. 5:17).
Questo passo deve indurci a riflettere sugli atteggiamenti spesso superficiali che abbiamo nei confronti delle Scritture, in particolare per quanto concerne lAntico Testamento. L'autorità delle Sacre Scritture (Antico e Nuovo Testamento), per la quale devono essere credute ed obbedite, non dipende dalla testimonianza d'alcun uomo, ma completamente da Dio (che è Verità in sé stesso), loro autore, e devono quindi essere ricevute, perché è la Parola di Dio.
Gesù deve esserci d'esempio, non solo nell'accettare, ma nell'amare la Scrittura e farne vita!
Ma veniamo ora alla seconda parte della riflessione. Ovvero, come accettare il contenuto della Bibbia e gli insegnamenti della Chiesa?
Subito la narrazione prosegue e ci dice: Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: Non è il figlio di Giuseppe?. Ecco espressa in questo passo la lotta tra ciò che essi effettivamente vedevano, ovvero un uomo non solo pieno di eloquenza, ma di sapienza divina e dallaltro la ragione che non riusciva ad accettare che Gesù, falegname figlio di falegnami, potesse essere profeta o maestro della Legge, e ancor a maggior ragione il Messia, il Cristo(lunto) di cui parlava Isaia Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con lunzione.
Ecco che si delinea nettamente qualcosa che ben conosciamo, ovvero lincapacità di accettare per fede ciò che si vede Gesù non rientra negli schemi di pensiero dei Galilei del tempo, così come, traslando questa esperienza ai nostri giorni, osserviamo che lo stesso Gesù oggi non rientra negli schemi di una società secolarizzata che lascia poco spazio alla Fede e molto alla ragione sragionata.
Egli è la pietra angolare e di contraddizione, il sasso dinciampo.
Nonostante gli sforzi di Gesù di aprire i cuori dei Galilei alla Fede, essi si infuriano e si scandalizzano, assumendo perfino un atteggiamento violento.
Questo è spesso il comportamento che abbiamo quando ci viene proposto qualcosa che disturba la nostra coscienza e collide con i nostri interessi. Non riusciamo più a vedere ciò che è Vero, ma solo ciò che è più comodo, dunque un atteggiamento del genere è sinonimo di mancanza di Fede. Così come mancarono di Fede quei giudei che decisero di scagliarsi contro Gesù per aver pronunziato una Verità lampante ed evidente, così ancora oggi cè chi si scaglia violentemente contro la Chiesa, quando afferma delle Verità inoppugnabili al cuore delluomo(vita, morte, vita eterna, esistenza di Dio, ecc..). Dunque alla luce di questa riflessione sarebbe opportuno fare un serio esame di coscienza sui nostri atteggiamenti verso le Scritture, verso Cristo e verso la Chiesa.
Poiché sebbene sia piuttosto semplice accettare il contenuto della Bibbia, come Verità Rivelata e dunque Parola del Signore, è altresì difficile accettare il contenuto di questa Parolasoprattutto quando è la Chiesa a tradurre i tanti insegnamenti biblici e a darci indicazioni concrete per la nostra vita.
Chiediamo dunque Luce al Signore perché possa illuminarci in questo giorno accrescendo la nostra Fede, per permetterci di vedere tutte quelle zone dombra che abbiamo nei nostri cuori, per permetterci di crescere in modo autentico alla luce della Parola.
Buona giornata ragazzi e sia lodato sempre Gesù Cristo!

Fabrizio