Il Perdono

Nell'esperienza personale impariamo che perdonare non sempre è facile, soprattutto quando colui che compie il torto è restio a perdonare e si chiude nella gabbia dellorgoglio; ma in fondo non è impossibile, anzi esso è cosa tanto più fattibile tanto più ci immedesimiamo nella figura di Gesù che schernito accusato e crocefisso seppe perdonare I dolori le difficoltà che talvolta non riusciamo a perdonare in fondo, se ci pensiamo bene, sono inezie rispetto a ciò che patì il nostro Signore e talvolta basta semplicemente far luce sul Suo sacrificio per convincerci che diamo troppa importanza alle cose di questo mondo.
Perdonare dunque, deve essere qualcosa di più di un semplice impegno, deve essere una realtà da vivere alla luce della Fede.
Come posso amare il mio prossimo se non riesco a perdonarlo?
E questa la questione, è su questo punto che bisogna a mio avviso riflettere.
Ciò che impedisce molto spesso di perdonare il prossimo è lorgoglio, e la domanda che spesso ci poniamo è Perché mai devo perdonare una persona che mi ha fatto del male nonostante io non abbia fatto nulla, e anzi abbia dimostrato di aver ragione?, e non capiamo che in questa domanda già abbiamo la risposta
Colui che sa di aver ragione è colui che non sa far luce sulla propria vita, colui che non sa vedere i propri difetti e mancando di umiltà non si adopera per crescere giorno dopo giorno, è colui che vuole rimanere sul suo piedistallo convinto di essere al di sopra di tutto e di tutti. Lorgoglio porta fuori strada e distorce la realtà che invece è quella della persona umiledi colui che ad un torto risponde con amore, che dimostra carità nella sua vita anche quando gli altri lo calpestano. La persona che sa perdonare è anche quella persona che cerca di venire incontro al prossimo, analizzando le proprie colpe e chiedendo per primo scusa, è colui che sa portare su di se non solo la sua croce ma anche un pezzettino della croce altrui.
Molte volte perdonare risulta difficile in quanto si crede di avere ragione, quante volte sentiamo dire: La mia vita è difficile a causa di mio padre, di mia madre, marito, moglie, suocera, nuora..." quasi come se fossero sempre gli altri quelli che ci creano problemi! Quante volte abbiamo detto o sentito dire che la vita di mio padre o di mia madre, di mia moglie, o di mio marito è difficile a causa mia? raramente! Dire ho ragione! costa poco, al contrario ammettere le proprie colpe richiede lo sforzo di scendere di un gradino e interrogarsi con umiltàe questo non tutti lo comprendono.
In merito a questo mi ricordo di una storiella.
Dio permette a satana di dominare un giorno una città; e satana gli chiede solo una cosa: lasciare che i semafori della città segnino sempre verde. Risultato: in un minuto confusione completa! In ogni incidente ognuno aveva ragione: quello che veniva da una parte aveva il verde, ma anche quello che veniva dall'altra parte aveva pure lui il verde!
Tutti quindi avevano ragione e tutti si accusavanoe questo è ciò che succede nella mente di tutti coloro che non sanno perdonare.
Di solito diciamo che noi viviamo male a causa degli altri e non ci accorgiamo di quanto gli altri vivano male a causa nostra, cioè vediamo la pagliuzza nell'occhio del fratello e non la trave che è nel nostro.
Ed è proprio alla luce di questo che dobbiamo iniziare a cambiaree lorgoglio scompare soltanto ad una condizione, alla condizione che ci rendiamo conto di essere nullaltro che dei servi al servizio del Signore Dio!

Madre Speranza apostola della Divina Misericordia, morta in concetto di santità, diceva:

Io credo, che per arrivare a vivere uniti a Gesù è molto necessario mortificare i nostri sensi e fuggire la superbia.
Questa ci crea tante difficoltà nella fede e nel rapporto con gli altri. Vorremmo non aver bisogno di nessuno e a volte quasi ci costa fatica ammettere gli insegnamenti della fede; o, almeno, ci permettiamo di sottometterli alla critica e all'interpretazione della nostra ragione.
Nello stesso tempo, poniamo nel nostro personale giudizio tanta fiducia che non ci piace chiedere consigli agli altri, e tanto meno ai superiori. Da ciò nasce l'ostinazione nel nostro parere e il condannare, senza scrupoli e in modo inappellabile, le opinioni degli altri non conformi alla nostra. La superbia distrugge la pace, la concordia e la carità. Io vi esorto a rivestirvi di umiltà, di carità, di modestia e di pazienza. Tenete ben presente che l'anima orgogliosa è incapace di elevarsi alle altezze della carità di Dio.


E già sappiamo che lorgoglio, la superbia, ovvero i due più grandi peccati originali, portano inesorabilmente alla ribellione e non alla pace, alla concordia! E quindi impossibile perdonare se prima non impariamo ad amare come ha saputo amare il Signore, se non preghiamo per coloro che ci hanno ferito.
Soltanto attraverso la preghiera e lamore possiamo realmente cambiare i cuori induriti di tante persone che non conoscono lAmore del Padre. Padre Jozo o.f.m. sacerdote di Medjugorje dice:
guardare la Croce significa capire che Dio mi ama, credere che Dio mi perdona. Se io non riesco a perdonare anche i miei nemici, non riuscirò mai ad entrare nel mistero del "pregare con il cuore".
Devo cominciare a pregare per i miei nemici. "Pregate per quelli che vi perseguitano. Amate i vostri nemici" (Mt 5,44). Amate come io ho amato, ha detto Gesù. Tutti abbiamo dei nemici.. Nel cuore dei fratelli nasce l'invidia, l'odio e ci disprezzano, parlano male di noi, tramano contro di noi... Se non riesco a pregare per i miei nemici, se non riesco a metterli davanti al Padre e a dire con Gesù: "Padre, perdonali...", non saprò mai cosa significa "pregare con il cuore.. .Non riuscirò mai ad essere un apostolo della pace, perché la pace significa riconciliazione. E' il "Consummatum est" (Gv 19,30) della riconciliazione nel Padre e nel Figlio (cfr.Ef 2,1718).
Oggi, vi sono molti contrasti, molti litigi nelle famiglie, nei cuori, nella Chiesa. Non si può "pregare con il cuore" se manca la riconciliazione. Pregare non significa perdere tempo, bensì riempire il tempo di grazia, di luce, di pace, d'amore, di benedizione.

Non scordiamo che la preghiera è tanto forte da fermare le guerre

Un esempio?

Nella battaglia di Lepanto del 1571 Papa Pio V, invitò tutta l'Europa a pregare insieme il Rosario. Molti erano presenti, quando la Madonna apparve al Papa per concedere la vittoria come grazia ottenuta per la preghiera dei Cristiani, specialmente per la preghiera del Rosario. Allora che aspettiamo, impugniamo fin da subito larma della preghiera, per imparare il perdono per imparare ad amare veramente!

Fabrizio