Chiedere di essere guariti

Gesù si torva in Galilea, incontra un lebbroso, quest’ultimo rivolgendosi umilmente al Maestro gli dice: “ Se vuoi puoi guarirmi”. Gesù impietosito dalle suppliche dell’uomo, ma probabilmente anche dall’umiltà e dalla semplicità senza pretese con cui si rivolge a Lui, si muove a compassione lo tocca e lo guarisce..

Ancora oggi Gesù ci invita ad avere un atteggiamento simile a quello del lebbroso nel rivolgerci a Lui…

“Se vuoi puoi guarirmi” ricordando che non è la nostra volontà che conta ma quella del Signore che infinitamente sapiente sa bene ciò che per noi è Bene!
C’è poi un altro aspetto da considerare, per gli ebrei la lebbra non era semplicemente una grave malattia: era considerata anche una punizione per i peccati, pertanto era necessario che un sacerdote confermasse la guarigione dalla lebbra. I malati di lebbra erano emarginati, infatti il loro male oltre che fisico era considerato anche spirituale e l’allontanamento dal resto della comunità era considerato necessario per evitare di contagiare gli altri. Il miracolo di Gesù dunque non è un gesto qualsiasi implica alcuni profondissimi significati tra cui l’annuncio vero e proprio della salvezza! Perché?
Perché con il Suo gesto vuol mostrare che Dio ama tutti gli uomini nonostante i loro peccati! Il male che affligge il mondo non è una punizione divina, ma è il frutto dei limiti della nostra condizione di creature ferite dal peccato originale, o dal peccato degli altri.
La colpa della fame, del terrorismo, della povertà…non è di Dio: è di ogni uomo che sceglie l’egoismo invece dell’osservanza della legge di Dio e dell’amore per il prossimo.
La chiave della guarigione da questi mali ce la suggerisce il lebbroso del Vangelo di oggi…CHIEDERE DI ESSERE GUARITI. Il primo passo per uscire dallo stato di peccato è chiedere di uscirne...
Fatto questo primo passo il Signore ci verrà incontro come il Padre Buono della parabola del figliol prodigo, poiché come Gesù guarì il lebbroso, il Signore guarisce il peccato dell’uomo pentito!
Andiamo incontro al Signore fiduciosi della Sua Misericordia, con umiltà, senza falsi timori e profondamente pentiti dei nostri peccati andiamo a riconciliarci con il nostro più grande amico, come chi, trovandosi in grave pericolo, chiama l’unico amico che lo può salvare!!!

Daniele