San Paolo e la Chiesa

C’è un aspetto molto bello della conversione di San Paolo che non avevo mai preso in considerazione…

Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti.

Gesù rivela che è Lui stesso a patire nel corpo e nello spirito dei suoi seguaci, discepoli imprigionati e martirizzati…si identifica in loro…
Ecco che inizia a farsi strada nel cuore dell’apostolo l’idea di Chiesa…
Cristo è il Capo del corpo che è la Chiesa…scriverà successivamente in una lettera. Tutti siamo membra di Cristo per la fede in lui: in questo consiste la nostra unità. Gesù stesso fonda la sua Chiesa visibile su di noi…

"Che devo fare, Signore" chiede Paolo, e il Signore non gli risponde direttamente: "Prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia".

Lo manda dunque alla Chiesa, non vuole per il suo Apostolo una conversione individualistica, senza alcun rapporto con gli altri discepoli. Egli deve inserirsi nella Chiesa, Corpo di Cristo, al quale deve aderire per vivere nella vera fede. Con quanto Amore Dio si identifica in coloro che lo amano e amandolo sono disposti a dare la vita per Lui…Egli si manifesta concretamente in noi, vive in noi!

Possa il Signore donarci la grazia di ripetere ogni giorno della nostra vita quando riceviamo Gesù vivo nella Santa Eucaristia questa frase di San Paolo “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me”.

Daniele