Il compimento della legge è l'amore

L’osservanza sincera della legge di Dio è la condizione per l’ingresso nella vita.

Gesù, ci dicono le scritture, porta a compimento la religione dell’Antico Testamento (la Legge e i Profeti). Il Nuovo Testamento infatti completa e supera l’Antico, proprio come un frutto è compimento di ciò che era cominciato con il germoglio, ed era continuato con il fiore. La legge dell’Antico Testamento assume una luce nuova in Cristo, essa non è più una semplice imposizione, diventa il suggerimento amorevole di un Padre che ama i suoi figli e che fa di tutto per portarli a percorrere la Via della Salvezza. Il nostro Dio non è un Dio che impone, è un Dio che lascia liberi, ma che vuole il nostro maggior Bene! L’uomo del mondo vede nella legge una limitazione della libertà…essa in realtà è espressione d’amore e libertà vera, che educa e porta con equilibrio l’uomo alla scoperta di Dio. Proprio ieri sull’autobus pensavo a come di questi tempi sono poco osservati i dieci comandamenti riletti alla luce del Comandamento d’Amore di Gesù…e subito mi è venuta in mente l’immagine di un grande incrocio con ai lati degli sfavillanti semafori. Ognuno può scegliere se correre senza fermarsi quando il semaforo è rosso…ma noi tutti conosciamo le tragiche conseguenze di un gesto tanto avventato. Allo stesso modo credo che il Signore abbia deciso di educarci con degli insegnamenti proprio per farci comprendere dove arriva il Suo Amore Infinito…e attraverso la coscienza, la preghiera, il fratello Egli ci parla e ci istruisce.
Un buon padre, una buona madre danno sempre dei buoni consigli ai propri figli…questi solitamente preferiscono fare di testa propria (soprattutto in fase adolescenziale), ma quando crescono ripensano a quelle parole e comprendono l’amore che dietro quelle parole incomprensibili si nascondeva… Così è anche nel nostro rapporto d’amore col Signore. Quando si vuole bene davvero si fa sempre attenzione a non offendere, l’amico, il figlio, il fratello, il genitore anche nelle cose più piccole e si tiene ben conto di ciò che è a lui più gradito e di ciò che a lui dispiace, considerando di più il “suo” punto di vista piuttosto che il nostro.
A questo punto la legge acquista un risvolto vitale: alla manifestazione concreta dell’amore di Dio risponde l’osservanza come espressione d’amore.

Daniele