"Salvaci Signore"

"Salvaci Signore", con queste parole i discepoli impauriti si rivolgono al Maestro, quando onde alte e un vento impetuoso si infrangono sulla loro barca.
“Salvaci, Signore, siamo perduti!” ma quanta rassegnazione e quanta amarezza in questa affermazione.
Certo la paura gioca brutti scherzi e questo lo sperimentiamo quotidianamente, quante volte davanti ad una difficoltà , sentiamo affondare sotto i nostri piedi la barca della vita! Ma Gesù oggi ci insegna ad andare oltre, a superare questo limite e ci dona una speranza nuova, quella della Sua costante presenza al nostro fianco.
Gesù nel Vangelo di oggi dorme sulla barca… Nella nostra vita, soprattutto nei momenti difficili ci sembra di non percepire la presenza sensibile di Gesù, le sue consolazioni, le sue premure, il suo intervento tempestivo…sembra in sostanza che Gesù stia dormendo. In questi momenti è facile scoraggiarsi, perdere fiducia…
Gesù con la Parola di oggi ci dimostra che proprio in questi momenti di prova dobbiamo dimostrare con fede la nostra fedeltà, Egli d'altronde non può che essere al nostro fianco, è Lui il Salvatore!

Nella prima lettura Dio mostra tutta la sua premura nel preservare e salvare Lot “il giusto” "Gli Angeli fecero premura a Lot dicendo: Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città". Lot non aveva premura, indugiava, voleva restare nella sua abitazione, nel suo ambiente abituale, voleva aspettare che il pericolo fosse veramente imminente; ma gli Angeli lo prendono per mano, lo fanno uscire, lo conducono fuori della città. E poi insistono ancora: "Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro, non fermarti dentro la valle, fuggi per non essere travolto". E Lot indugia di nuovo, chiede di non dover andare troppo lontano. Il Signore ha premura di salvarci. E noi siamo spesso reticenti, svogliati, non ci rendiamo conto dei pericoli; vogliamo rimanere nelle nostre abitudini, siamo attaccati ai nostri beni, alle circostanze ordinarie della nostra vita. Dio ci invita a prendere vie sicure, oneste e noi preferiamo sentieri oscuri, ambigui, non vogliamo rinunciare risolutamente alle situazioni pericolose. Dio è perseverante e insiste. Siamo fortunati ad avere un Padre così premuroso, che vede i pericoli molto meglio di noi e che ci invita ad ascoltarlo, ad andare avanti, per trovare la pienezza della vita. Nel Vangelo la situazione è diversa. Gli Apostoli sono in mare, sulla barca con Gesù. "Ed ecco scatenarsi dice il Vangelo una tempesta violenta". Per chi si trova su una barca quando viene una tempesta non ci sono alternative: bisogna affrontare il pericolo, non è possibile fuggire.
E soltanto possibile la preghiera; e gli Apostoli ricorrono alla preghiera. Gesù dormiva. accostatosi a lui, lo svegliarono dicendo: "Salvaci, Signore, siamo perduti". E Gesù, "levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia. venti e il mare e si fece una grande bonaccia".
Però Gesù fa un rimprovero agli Apostoli. La loro preghiera non era animata da una grande fede, ma piuttosto da una grande paura. "Perché avete paura – dice Gesù – uomini di poca fede?” dice Gesù uomini di poca fede?".

Se ci siamo imbarcati con Gesù, non dobbiamo aver paura: non abbiamo niente da temere. L'importante è proprio essere imbarcati con Gesù anche se lui sembra dormire, se è presente siamo sicuri. Questo non vuoi dire che avremo una esistenza tranquilla, al riparo da ogni sofferenza, da ogni prova; ma vuoi dire che siamo sicuri dell'aiuto del Signore e della vittoria finale.

San Paolo con un tono di sfida, nella sua lettera ai Romani, dice: "Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? ... Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori, per virtù di colui che ci ha amati". Se siamo con Cristo, siamo più che vincitori. Dobbiamo quindi avere un animo da vincitori; non cedere alla paura, ma ricorrere con fiducia al Signore nei pericoli, nelle prove, nelle sofferenze. Chiedere al suo amore di darci il rimedio alla situazione difficile, perché è sempre nel suo amore che si trova il rimedio. Se siamo preoccupati di rimanere nell'amore di Cristo, possiamo essere sicuri di essere sempre vincitori.

Le due letture raggiungono infine la stessa conclusione: l'importante è essere uniti a Dio nell'amore, una unione che suppone il distacco da tante cose secondarie.

"Siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati".

"Sono persuaso - dice san Paolo - che né morte né vita, né Angeli né principati, né presente, né avvenire, né potenze, né altezza, né profondità, né alcuna altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che ci è dato in Gesù Cristo, nostro Signore".

Daniele