Vivere è Cristo

Nel Vangelo Mt 16,13-23 Pietro apre il Suo cuore al Padre e docile al Suo Spirito proclama che Gesù è il Cristo Figlio di Dio. Straordinario!!! Anche Gesù si complimenta con lui “Beato te Simone figlio di Giona”.

Tuttavia l’idea che Pietro si era fatto del Cristo era ancora troppo “terrena” legata ad un messia glorioso e potente, del leone di Giuda venuto per liberare il popolo oppresso…
Non riusciva ad accettare l’idea che il Figlio di Dio dovesse subire, prima di risuscitare, il martirio e la morte! Povero Pietro, pieno di un amore ancora immaturo, impulsivo ed emozionale, non riesce ancora a capire il vero Bene della Passione di Gesù!
Se nella prima affermazione il suo cuore docile allo Spirito proclama una sacrosanta Verità, nella seconda il cuore di Pietro si lascia tentare dallo spirito di menzogna che suggerisce non la Volontà del Padre, ma una volontà a misura dei propri desideri e delle proprie speranze.

“Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai”

Doveva accadere, per il nostro bene e Gesù lo sapeva… Pietro senza rendersene conto tenta Gesù, difatti non si può fare a meno di notare l’affinità tra questa affermazione e l’ultima tentazione di Gesù nell’orto del Getzemani, quando in preda ad un’angoscia mortale Gesù rivolgerà al Padre la drammatica richiesta: “Padre allontana da me questo calice, tuttavia non sia fatta la mia ma la Tua volontà”.

E’ sempre lo stesso pensiero che ancora una volta si ripresenterà sotto la croce “Salva te stesso”.

Ma come può l’Amore cercare i propri interessi?

No, l’amore vero, ce lo ha dimostrato Gesù, rinnega se stesso per donarsi completamente.

Ecco perchè la Volontà del Padre era nella Passione!

Perchè così si è manifestato l’amore del Padre per noi, donandoci il Suo Figlio Unigenito e così si è manifestato l’amore di Gesù per noi, dando la sua stessa vita per noi…

“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Gv 15,13)

In quest’ottica la stessa sofferenza non è più un male struggente da sopportare, ma una faccia dell’amore che si fa dono da elargire a piene mani, diventando perfino strumento di salvezza, nell’unione intima con Dio!

Solitamente proviamo in noi stessi due aspirazioni potenti, il desiderio della felicità e l'aspirazione all'amore. Infatti Dio ci ha creati per la felicità e per l'amore. Esiste però una certa incompatibilità fra questi due fini, almeno in modo temporaneo. Chi cerca direttamente la propria felicità vive nell'egoismo e si allontana dall'amore. Chi vuole vivere nell'amore deve rinunciare a cercare direttamente la propria felicità.

Molte persone rimangono in una situazione ambigua: pretendono di voler amare, ma in realtà cercano soprattutto la propria felicità. Quanti drammi vengono provocati per questo!

Gesù non ci lascia nell'illusione. Ci dice chiaramente che, se vogliamo trovare la vera felicità, dobbiamo rinunciare a ricercarla e tendere ad un unico fine, il progresso nell'amore, seguendo la via che egli stesso ha tracciato.

Chi vorrà salvare egoisticamente la propria vita, la perderà, ma chi perderà generosamente la propria vita per causa sua la troverà.

"Per me dichiara Paolo il vivere è Cristo e il morire un guadagno" (Fil 1,21).

Vedete cari fratelli come il centro della nostra vita debba essere Cristo!

“Vivere è Cristo”. Quant’è bella e vera questa affermazione di Paolo!

Lasciamoci plasmare dallo Spirito Santo affinché i nostri cuori, la nostra anima, tutto il nostro essere siano sempre più conformi al cuore e all’anima di Gesù Cristo Amore!

Sia lodato Gesù Cristo!

Daniele