"Sei tu il mio Signore, senza di te non ho alcun bene"

Nella precedente meditazione "Ti ho scelto perchè sei debole" abbiamo preso in considerazione il criterio della chiamata di Dio, così come esso ci appare nelle letture Gdc 6,11-24 e Mt 19,23-30

In questa riflessione cerchiamo di riflettere sulle conseguenze della vocazione, così come esse ci appaiono dal Vangelo di Mt 19,23-30.

Il Vangelo di Matteo considerato ci presenta il seguito dell’incontro del Maestro con il giovane ricco… Rileggendo le modalità di questo incontro, notiamo che il giovane rivolge a Gesù una vera e propria richiesta:

“Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?".

Cosa devo "fare" per "avere" la vita eterna;

Nella sua risposta ai discepoli (versetto 29), Gesù rovescia la prospettiva: bisogna "lasciare" per "avere".

Il Regno non è un bene che si guadagna o si possiede; bisogna riceverlo come dono da Dio.

O si muore a se stessi per ricevere tutto da Dio o si rende impossibile in noi la venuta del regno dei cieli. L'uomo, ricco o povero che sia, non può salvare se stesso, ma deve accogliere la salvezza come dono di Dio.

“La salvezza viene dal Signore” ci dice la Scrittura!

E’ proprio da questa profonda convinzione che nei secoli centinaia di migliaia di cristiani hanno deciso di lasciare tutto per seguire Gesù!

Seguire Cristo è una perdita o un guadagno?

Nessuno, per quanto pazzarello possa essere, lascerebbe le proprie certezze e il proprio bene, se non fosse convinto di incontrare, nella nuova strada intrapresa, un bene ancora più grande! Secoli di cristianesimo ci hanno insegnato proprio questo, che seguire Gesù è per dirla con Sant’Agostino “un’attrattiva vincente”, seguire Cristo è garanzia di vita eterna, eterna beatitudine, ed eterna gioia…gioia grande, grandissima già in questa terra!

“Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito”

Equivale a dire, “Signore ci siamo fatti poveri, abbiamo deciso di rinnegare noi stessi e di seguirti come ci hai chiesto e desideriamo prendere la nostra croce ogni giorno insieme a te! Abbiamo deciso di spogliarci di tutto perché abbiamo capito che solo tu basti!.”

Ecco la vera povertà…prima ancora che una spogliazione di beni terreni consiste nel proclamare con amore sincero queste parole "Sei tu il mio Signore, senza di te non ho alcun bene" (Salmo 15). La mia ricchezza è nel Signore e se Dio è infinito…quanto grande è la mia ricchezza!

“Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?”.

La domanda di Pietro non è rivolta solo a sé stesso, ma a tutti…e Gesù gli risponde: “ Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna”

Ricevere cento volte tanto è ciò che nei secoli hanno sperimentato tutti coloro che hanno deciso di intraprendere la strada di Gesù, lasciando tutto per seguirlo… Quante biografie di santi ci parlano di questo “centuplo quaggiù” che si manifestava nell’amore dei fratelli…nelle carezze della Provvidenza, nelle risposte pronte del Signore alle numerose preghiere e anche nelle sofferenze portate con amore! Ma se guardiamo alla vita di tutti i giorni ci accorgiamo che tanto più moriamo a noi stessi, tanto più facciamo entrare Gesù nei nostri cuori dando a Lui il posto che gli spetta, ovvero il primo, tanto maggiore sarà la gioia che sperimenteremo…E allora non sarà difficile vedere che quel centuplo promesso è in realtà molto di più, se riconosciamo che tutto ciò che facciamo per il Signore non è mai perso e porta frutti d’Amore…e allora vedremo che vivere con Gesù vuol dire vivere cento volte meglio il rapporto con la moglie, con i figli, il rapporto con la sofferenza ed il dolore, con lo studio, il lavoro e con ogni realtà quotidiana!!!

Gesù il mio vero bene e il mio tutto sei tu!

Grazie per la vita che mi hai dato! Ti chiedo di donarmi un cuore semplice e povero, per accoglierti giorno per giorno e lasciarmi plasmare sempre più da te e seguirti per quelle strade che hai solcato nel mondo e che ancora oggi attraversi sotto le povere spoglie di un mendicante d’amore! Insegnami a volgere il mio sguardo sempre di più a te e a non rimpiangere quello che ho lasciato e lascerò, ma a godere di te, della tua presenza! Sei tu Signore il mio tutto e desidero amarti…e amarti ancora…per l’eternità!

Daniele