"Dio non ha creato la morte"

Quante volte davanti al mistero della morte l'uomo incredulo si rivolge al cielo con parole di rabbia e di accusa nei confronti di un dio che vede lontano ed indifferente, accusandolo di essere il responsabile della morte...

"Perchè lo hai fatto morire?" è la più comune domanda che l'uomo incredulo (talvolta anche l'ateo) davanti alla misteriosa morte di qualche persona cara rivolge ad un Dio che evidentemente non conosce!

Dio ha voluto la morte? La risposta ce la dona la stessa Parola di Dio.

Il I Capitolo del libro cella Sapienza, ci svela questo mistero e rischiara i nostri cuori.

Dio non ci ha creati per morire, non voleva la morte, Egli infatti pieno d'Amore per le sue creature aveva ben altri progetti su di noi. Ci ha creati per l'eternità, esseri eterni proprio come Lui, sicchè prima della caduta eravamo completamente a sua immagine e somiglianza eterni nello spirito e nella carne, proprio come Cristo che infatti è L'Immagine perfetta di Dio. L'uomo era in perfetta comunione con Dio, contemplava giorno e notte il Suo Volto! Con la caduta ed il peccato è subentrata la morte della carne, ma è rimasta l'immagine originaria, è rimasta l'eternità dell'anima quale dono d'Amore di un Dio che dinnanzi alla disubbidienza dell'uomo ha continuato a manifestare paterno amore, donando continue possibilità di riscatto, cosocchè un giorno in Cristo, risuscitando nella carne, l'equilibrio originario sarà ripristinato e l'uomo e la donna potranno finalmente vivere il progetto originale che Dio aveva voluto per l'uomo.

"Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi"

Quest'affermazione straordinaria introduce un concetto importantissimo, quello della "positività del reale". Che cosa significa "positività del reale"? che Dio "ha creato tutto per l’esistenza" e quindi che "le creature del mondo sono buone".

Dio, lo professiamo nel Credo è: "creatore di tutte le cose".

Provenendo da Dio, tutto ciò che esiste è buono. La parola di Dio quindi esclude che all’origine della realtà ci siano due principi supremi, uno buono e l’altro cattivo, che si scontrano mescolando la loro attività così che il male è parte originaria, costituiva della realtà.

Dio è Bene supremo in Lui non c'è male!

Ed allora da dove deriva il male?

La parola di Dio non parla solo in generale delle ceature, ma parla in modo specifico dell’uomo, dicendo: "Dio ha creato l’uomo per l’immortalità; lo fece ad immagine della propria natura". Ciò che è stato detto di tutte le creature in generale, vale anche, anzi in modo speciale per l’uomo:

l’uomo è destinato all’immortalità, perché è stato creato ad immagine di Dio.

Per sua intima natura, la persona umana è eternamente incorruttibile. Ma – ed è questo il punto centrale della parola di Dio – l’uomo deve per così dire confermare questo suo destino di incorruttibilità attraverso l’esercizio della sua libertà. Deve, per così dire, giustificare la sua chiamata all’immortalità attraverso l’esercizio della giustizia, "perché la giustizia è immortale".

Immediatamente prima del versetto 13 sopra esposto , la parola di Dio diceva: "non provocate la morte con gli errori della vostra vita, non attiratevi la rovina con le opere delle vostre mani". Si può dunque introdurre la morte dentro alla nostra vita, introdurre il male nella nostra vita solo attraverso la nostra libertà.

Possiamo cioè costruirci una vita, un’esistenza che non ha in sé giustificazione del proprio esserci perché è un’esistenza moralmente sbagliata.

"Da dove il male?" si è sempre chiesto l’uomo.

Il male deriva dall’esercizio sbagliato della libertà creata: la libertà creata del Satana che per primo ha indotto l’uomo all’ingiustizia e la libertà dell’uomo che agisce contro la legge di Dio. La morte è il suggello delle nostre esistenze sbagliate.

Il libro della Sapienza afferma

"la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo"

Qual'è stata questa invidia del diavolo?

Non poteva sopportare che l'uomo, creatura inferiore agli angeli, potesse godere degli stessi incredibili privilegi di questi ultimi, ovvero di contemplare, adorare e servire Dio per l'eternità! L'invidia dunque di vedere una creatura come l'uomo, godere dell'eterna visione beatifica di Dio, godere della stessa Figliolanza Divina! L'invidia per la decisione del Padre di incarnare il Figlio unigenito nel grembo di una umile e piccola donna, di farlo nascere uomo a tutti gli effetti (seppure di natura divina). L'invidia per la misericordia del Padre verso gli uomini, sempre disposto a perdonarli nonostante le tante e ripetute cadute.

Come si è manifestata e si manifesta ancora oggi quest'invidia?

Naturalmente nel separare l'uomo da Dio, e di conseguenza dagli incredibili privilegi ricevuti, quegli stessi privilegi che anche il satana un tempo godeva in qualità di angelo di luce, ma che insuperbendosi e ribellandosi aveva inesorabilmente perduto...

Come si attua questo intento di separare l'uomo da Dio?

Con la tentazione, al fine di indurre l'uomo al peccato, che essendo una mancanza d'amore verso Dio lo allontana inevitabilmente dalla Sua Grazia.

Pur essendo stata introdotta nel mondo, con l'entrata in scena del peccato, la morte è stata inesorabilmente sconfitta da Dio mediante Cristo Gesù! Gesù si è fatto carico dei nostri peccati e nel Suo Amore infinito ci ha mostrato la Via per giungere al Padre. In Cristo la morte ha perso il suo potere, alla morte è stato tolto il suo pungolo, la morte è stata sconfitta. Egli infatti è veramente Risorto dai morti e ci ha promesso la medesia sorte, chiedendoci di credere il Lui, nella Sua Parola, nella Sua Promessa di Vita Eterna, rinunciando al peccato, dunque alle vane seduzioni di satana e ai frutti mortiferi della carne! In Cristo il dolore e la morte che tanto pesano sullo spirito umano e restano un enigma per coloro che non credono in Dio, hanno assunto un nuovo significato e sono diventati sinonimo di Vita Eterna e di salvezza! Nella fede infatti sappiamo che saranno superati, che sono stati vinti nella morte e resurrezione di Gesù Cristo nostro Redentore. La morte non fa più paura, essa si trasforma da baratro oscuro a passaggio verso la Vera Vita, da nemica a "sorella", da porta blindata a sipario...

Quando su questo spettacolo che è la vita su questa terra si chiuderà il sipario con la morte, ci si accorgerà ben presto con la sua repentina riapertura di essere stati tutto il tempo dietro le quinte, in preparazione del Vero Spettacolo che non ha fine!

Daniele