Maestro, dove abiti?

Il Vangelo di oggi ci mostra con chiarezza, le tappe del cammino di fede, di quella strada che ci porta ad una conoscenza sempre più profonda ed intima di Dio. Possiamo riassumere con sette parole la meravigliosa scena descritta nel Vangelo di Giovanni Cap 1 Vers. 35-42.

  1. testimonianza
  2. indicazione
  3. ascolto
  4. domanda
  5. risposta
  6. vocazione
  7. fiduciosa accettazione
Testimonianza
Giovanni Battista è un testimone, un uomo santo, diremo oggi, un discepolo modello che predica la conversione e la venuta del Signore. Egli è attento a leggere in ciò che vede i segni dei tempi, illuminato dallo Spirito Santo riconosce in Gesù il Messia promesso, l’Agnello di Dio venuto a rimettere i peccati del mondo! I suoi occhi non lo tradiscono, perché allenati all’amore sanno riconoscere l’amore! La preghiera, il forte desiderio di Dio, i diguni e le rinunzie, plasmano il cuore del Battista che non esita un istante a riconoscere il Messia mentre fissava “lo sguardo su Gesù che passava”. Quanto amore in quello scambio di sguardi!!!
Certamente, non si può rimanere indifferenti quando Gesù camminando davanti a noi ci guarda!
E’ uno sguardo, il Suo, che fa luce sulla nostra esistenza, che ci interroga, che ci attira a sé, è lo sguardo stesso dell’Amore!

La testimonianza di Giovanni è fondamentale, poiché ha permesso a molti di aprire il cuore a Gesù, indicando il cammino, indicando il Messia! Gli stessi Andrea e Pietro hanno seguito Gesù perché qualcuno glielo ha indicato! “Ecco l’agnello di Dio”.

Indicazione

Nella vita c’è quasi sempre qualcuno che ci indica la strada, che indicando Gesù ci dice: “Ecco l’Agnello di Dio”. Una familiare, un sacerdote, un amico…tutti coloro che riconoscono in Gesù il Figlio di Dio, tutti costoro sono dei novelli Giovanni!

Ascolto

Andrea e Pietro ascoltano la voce di Giovanni, hanno fiducia di lui perché ne riconoscono la santità, e sanno che le sue parole vengono da Dio! Dalla testimonianza verace scaturisce la fiducia! Hanno creduto in Giovanni perché hanno visto con quanta coerenza viveva la Parola di Dio!

Domanda

Andrea e Giovanni seguono quell'uomo indicato da Giovanni...forse i sentimenti che li spingono a seguirlo sono inizialmente carichi di curiosità o di false attese, forse sperano che Gesù sorrida loro, li incoraggi, dica: "Finalmente due discepoli!".
Niente di tutto questo, Gesù si volta verso di loro e li gela con una domanda lapidaria e profondissima: “Che cercate?”

E' la prima parola che dice Gesù nel vangelo di Giovanni, ed è una parola scomoda: cosa cerchiamo quando cerchiamo Dio? Cosa vogliamo da lui? Sicurezza? Consolazione? Vogliamo che esaudisca le nostre richieste? Se cerchiamo un Dio che sia una sorta di lampada di Aladino da sfregare nei momenti del bisogno, siamo fuori strada! Le motivazioni della fede sono molte e non tutte corrette o sufficienti per seguire Gesù di Nazareth.

Il Signore chiede di farci chiarezza: la sua non è una presenza consolatoria e facile, essere suoi discepoli non significa risolvere i problemi. Questa prima inquietante domanda di Gesù pone una distanza abissale tra l'idea di un cristianesimo facile, di un Dio risolvi-problemi e la realtà. Gesù però rappresenta in sé la risposta a tutte le domande esistenziali, Egli è Principio e Fine di tutte le cose, Gioia Piena, Verità, Pace…ma solo una fede grande può aprire il cuore dell’uomo a questa dimensione! Per conoscere il Vero Volto di Gesù bisogna incontrarlo, bisogna frequentarlo, conoscerlo, solo dopo aver compiuto questi necessari passi scatta l’amore, che ci fa innamorare sempre più dell’Amore e attinge dall’Amore l’amore con cui amare.E io, cosa cerco quando seguo Gesù? Cosa voglio veramente da lui?

Risposta

La domanda di Gesù spiazza i discepoli. Non rispondono, chiedono chiarimenti.
"Rabbì, dove abiti?" Cioè: dacci maggiori informazioni, non destabilizzarci in questo modo! Un appiglio, un luogo, un posto qualunque per potere avere qualche sicurezza.
Per loro, però, Gesù è Rabbi, maestro, sanno che può insegnar loro qualcosa. Il loro desiderio è ancora indefinito, non preciso, però hanno voglia di imparare. E questa è una condizione che Gesù reputa soddisfacente...
Il desiderio di cercare Dio, il desiderio di conoscerLo, è già una grande grazia!
Quando poi ci si pone in una condizione di preghiera, rivolgendosi direttamente a Lui come hanno fatto i discepoli: “Maestro dove abiti?”, allora ecco che il Padre che conosce i desideri dell’uomo, ascolta il suo anelito e gli viene incontro!

“Signore dove posso trovarti? Desidero seguirti, ascoltarti, ma come? Dove? Aiutami, c’è tanta confusione dentro di me! Signore desidero seguirti, ma non so dove cercarti? Desidero amarti, ma non ti conosco! Desidero trovare un senso alla mia vita e so che Tu puoi darmelo, ma aiutami a capire che Tu sei Gioia, che in Te è la Felicità, che solo se il mio cuore riposa in Te trova pace!”

Il desiderio di conoscere Dio e di seguirlo per strade ignote è un atto di fede grande che il Signore certamente apprezza!

La fede è un salto nel buio che diventa salto nella luce, credere è gettarsi, è smuoversi, è rischiare, come hanno imparato Giovanni e Andrea...

Vocazione

“Venite e vedrete”.

Nel cammino di fede, bisogna andare per vedere e non viceversa!

Cercare, andare e vedere sono le tappe fondamentali del cammino di fede: non c’è un “vedere” Dio, se non si parte da un “cercare” profondo, da un desiderio di sapere “dove abita”. Cristo, dove lo si può incontrare; se non ci si ferma presso di Lui, se non si rischia di seguirlo con fiducia, senza conoscere dove ci condurrà.

Fiduciosa accettazione

Alla domanda “dove abita Dio?”. Un rabbino rispondeva dicendo: “ Dio abita dove lo si lascia entrare”. Questa condizione è necessaria: la disposizione del cuore ad accettare la dirompente Novità di Cristo!

Per questo Gesù domanda ai discepoli : “Che cercate?”, per aiutarli a comprendere se ci sono ragioni profonde per seguirlo. Ci si deve sempre domandare se chi abbiamo davanti cerca veramente Dio, se si tratta di una ricerca di facciata, di tradizione (come spesso avviene ad esempio per ilc atechismo), perché se è così, le nostre parole andranno a vuoto: non si può dare a chi non vuol ricevere, a chi non avverte il bisogno di Dio. San Benedetto, a chi bussava al suo monastero per iniziare la vita moanstica, si rivolgeva così: “ Se davvero cerchi Dio”.

La fede non vive solo di risposte, ma anche di domande giuste.

“Maestro, dove abiti?”

Daniele