L'uomo nella prosperità non comprende

Ciao a tutti!
Oggi mi vorrei soffermare su un passo del salmo 48, che stasera ho letto ai Vespri: Salmo 48:13 Ma l'uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono.
Oggi pensavo a come siamo storditi dai messaggi dei mass-media, da ciò che insegna il mondo. Se ci pensiamo profondamente, ci accorgeremo che viviamo la vita come se rimanessimo sempre giovani; come se le cose non fossero soggette ad usura; come se fossimo immuni da rischi
Belli miei, non ho alcuna intenzione di farvi angosciare: è proprio perché siamo cristiani che siamo pieni di una speranza certa che un giorno ci uniremo al nostro amato Dio. E noi risusciteremo con dei corpi nuovi, bellissimi, che misteriosamente conserveranno la nostra propria identità (1).
Solo che spesso viviamo su questa terra in maniera automatica, pensando a cosa dobbiamo fare nel corso della giornata, senza meditare su chi siamo, perché, e dove andremo.
Una volta ho chiesto a una persona cristiana (che chiamerò Lina, nome inventato): La mattina preghi?; lei mi ha risposto: No, la mattina vado al sodo, faccio quello che devo fare (il lavoro), a pregare non ci penso proprio. Questa risposta mi ha fatto riflettere: su come non ci fermiamo un attimo per guardarci il cuore, ma più facilmente ci vediamo soltanto allo specchio, se siamo pettinati bene magari; su quanto non crediamo alla preghiera, e di conseguenza sul poco tempo che dedichiamo a Dio.
E proprio da qui che nasce il male, cari miei, che per ora metto con la lettera minuscola. Perché, è vero, nella città, bombardati come siamo da mille stimoli, da palazzi opprimenti che lasciano poco spazio al cielo, da una natura sempre più ai margini per non parlare della TV è difficile pensare a Dio; però uno sforzo possiamo farlo.
Proprio perché la vita urbana spinge allalienazione, senza esagerare bisogna, a mio modesto avviso, essere un po metodici, e impegnarsi, ad esempio a cominciare a pregare 10 minuti. Poi magari aumentare lho già detto, lo so: ma penso che solo così potremo salvarci da questo stato di distaccamento continuo dal nostro Io più profondo, fatto di risposte automatiche, diffidenza costante verso qualunque persona capiti davanti, scarsa ricerca della Verità. A tale proposito sono fermamente convinto che la preghiera abbia un effetto assai benefico sulla ricerca della Verità. Perché la preghiera cura le ferite interiori e libera dagli automatismi; è un potente stimolo nella crescita delle Virtù. E, facendo stare vicino a Dio, addolcisce e, vi dico, riempie di serenità e di gioia.
Se io comincio a pensare seriamente alla vita su questa terra, e quindi sulla morte corporale, di certo arriverà qualcuno (non di noi,dico )che dirà: che discorsi tristi! E sapete perché? Perché non ha la Speranza cristiana, o ce lha in forma molto attenuata. E proprio qui il nostro punto forte: fermissimamente crediamo che risusciteremo lultimo giorno (2), e quindi non abbiamo alcuna paura né avvertiamo tristezza nellaffrontare questo argomento, perché sappiamo che un giorno, riconoscendoci piccoli piccoli davanti a Dio, lo riabbracceremo finalmente. Daltra parte guardando alla Vita (V maiuscola) e non solo alla vita (v minuscola) potremo crescere in sensibilità, nelle Virtù, nella Bellezza; in una parola: nellAmore verso Dio e da parte di Dio.


1.Cfr il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) n.989; 997-1000. 2.Cfr CCC 1001
Vostro
Fabrizio
A mio avviso è vero: la superbia è un male (direi il male dei mali!) che può attaccare tanto il povero quanto il ricco. Eppure, secondo me, è vero che quanto più viviamo nella prosperità tanto più sarà difficile legare sempre più profondamente il cuore a Dio. Attenzione, cari: ho detto difficile, e non impossibile. Certo Dio nel suo giudizio terrà conto della difficoltà che anche noi che in qualche maniera siamo ricchi abbiamo nellessere generosi con le cose che abbiamo in proprietà. Come certamente non dimenticherà le tentazioni di abbrutimento che deve sopportare il povero nel suo stato di sofferente indigenza. Di entrambi, povero e ricco, probabilmente Dio non dimenticherà la buona volontà di ciascuno. Insomma belli miei, non mi voglio assolutamente mettere al posto di Dio (1), voglio solo dire che la ricchezza per sua natura crea la condizione per distogliere lo sguardo da Dio; ma anche la povertà, nella tribolazione umana che provoca, contiene in sé il pericolo di sviluppare un atteggiamento, non di chi cerca Dio, ma di chi si cerca la giustizia da solo. Questo concetto lo spiega bene il passo che ho citato sopra del Libro dei Proverbi della Parola di Dio (Proverbi 30:7-9). Per questo personalmente sento molto Vero, e molto mio, quel passo che dice: (O Dio) non darmi né povertà né ricchezza. E importante distinguere bene su ciò che crea le condizioni di un male - o quanto meno lo favorisce - nella fattispecie larroganza. Una volta che abbiamo preso coscienza di questi presupposti, o condizioni che dir sui voglia (Dio mio non mi far essere né ricco né povero), siamo responsabili. Naturalmente le categorie di povertà e ricchezza possono essere intese in senso esteso: la bellezza fisica può essere una ricchezza. Ma vi assicuro: anche una Giusta Sapienza! Voglio dire che ogni attributo positivo, sia che riguardi semplicemente aspetti temporanei, come la bellezza fisica, sia attributi spirituali (lessere Sapiente ad esempio) creano comunque un pericolo: il pericolo dellarroganza. Solo che, ovviamente, posso chiedere a Dio di non darmi la ricchezza economica né la miseria, ma chiederò a Dio di darmi la Sapienza accompagnata dallUmiltà, in modo che io non mi possa insuperbire. Infatti la ricchezza e la povertà possono creare le condizioni favorevoli ad un mio allontanamento da Dio; ma non certamente la Sapienza e lUmiltà assieme! E importante dunque, a mio avviso, pensare a come qualunque bellezza o condizione positiva crea un pericolo; ma diversi sono gli atteggiamenti per reagire in quella situazione: bisognerà sempre cercare la Vera Bellezza e il Vero Bene.
1. Le conseguenze sarebbero disastrose!
Ok ragazzi, grazie dei vostri contributi! Dio ci faccia sempre più crescere nella Sapienza e Umiltà. Un caro saluto a tutti!


Fabrizio