L'uomo nella prosperità non comprende

Salmo 48:13 Ma l'uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono.

Carissimi compagni di viaggio, e carissimo Fabrizio, grazie innanzitutto per questa straordinaria riflessione!!! Volevo riallacciarmi a quanto hai detto
Qualche tempo fa mi trovavo su di un autobus in compagnia di Ambra, e ad un tratto mi sono rivolto a lei dicendole :"Ringrazio Dio di non avermi fatto né troppo bello, né ricco!". Dietro questa frase apparentemente assurda si nascondeva in realtà una riflessione che avevo già fatto tempo addietro.
Concentrandoci questoggi sulla seconda parte della suddetta frase, cerchiamo di comprendere meglio Il desiderio più grande delluomo moderno è sicuramente quello delluomo faber, artefice del proprio destino, ossia quello di raggiungere una piena realizzazione di sé attraverso il soddisfacimento della propria volontà. Ma come ben sappiamo questa strada non può portare ad altro che frustrazione e disamore, poiché innamorandosi sempre di più di ciò che è umano e che appartiene alluomo ci si distacca naturalmente dalla dimensione Divina, soprattutto quando si crede che lumano basta a sé stesso.
Ma l'uomo nella prosperità non comprende, Mi viene in mente per cercare di capire meglio questa frase, la parabola del Figlio il Prodigo. Durante il periodo in cui il giovane, sperperava il suo denaro in dissolutezze, non comprendeva, perché mai, mai una volta aveva pensato al padre, o aveva riflettuto sul fatto che un giorno le sue ricchezze sarebbero potute finire Ma lo stesso figlio finito tutto ciò che possedeva, comprese lerrore, ricordandosi solo allora della casa di suo padre, dell'affetto e della pace che godeva....

Allo stesso modo facendo un parallelismo con i nostri giorni un uomo ricco difficilmente cercherà Dio, poiché troverà nel mondo mille modi per cercare di sostituirlo, creandosi centinaia di idoli, molti dei quali fanno capo al grande idolo-denaro, e andando in contro a tutta una serie di deliri.

Uno dei primi deliri del ricco, è sicuramente quello di onnipotenza, ovvero la tentazione di credersi talmente al di sopra di ogni situazione, da poter comprare tutto e dunque comprare anche la felicità e lamorecon conseguenze disastrose! Tutto questo, come ben sappiamo, non può portare alla felicitàbensì solo ad una momentanea sensazione di appagamento che ben presto finirà, dando luogo ad un profondo senso di tristezza
Questultima per essere superata richiederà luso di surrogati, come ad esempio lappagamento sessuale, che presto ingenererà in pulsione irrazionale dei propri istinti, o lutilizzo di droghe, con le deleterie e tristi conseguenze che ben conosciamo
Dunque ancora una volta, non troverà la felicità, bensì una tristezza ancora maggiore, e maggiore sarà la tristezza, maggiore sarà la voglia di rompere gli schemi e la monotonia Perché questa fuga dalla monotonia?
Quale paura si cela dietro la routine ed in particolar modo dietro quei momenti di silenzio, dai quali spesso si fugge? La risposta è più semplice di quanto si creda Si fugge per paura di pensare!!!
Ebbene si, di pensare a quelle fatidiche domande che sole basterebbero a far luce sul senso della propria vita Da dove vengo? Perché esisto? Dove andrò?
Nessuno che fugge sarà mai in grado di rispondere con serenità a queste domande, o meglio, le lancinanti risposte che esse porrebbero implicherebbero un cambio di vita così profondo e radicale che si preferisce evaderle a priori! Dunque ecco spiegato perché soprattutto in questi tempi si lascia poco spazio al silenzio. Avete mai pensato in quali luoghi si può coltivare il silenzio? In una società in cui ci si sveglia con la radio, si va a lavorare ascoltando la radio, si va in luoghi chiassosi e quando si sta a casa si sta davanti alla tv? In tutto questo dovè il silenzio?
Ecco dunque da cosa fugge la moderna società
Utilizzando una singolare metafora di questa società possiamo affermare che se luomo fosse un ipotetico mondo, con un nucleo caldo e pulsante, il successo, il denaro, il potere sarebbero quegli spessi strati di fredda roccia che rivestendo il nucleo formerebbero la crosta intorno ad esso.
Il cuore delluomo, avviluppato, diverrebbe freddo, privato del suo originario calore... Un cuore freddo, non batte, non palpita, non può amare, tale è il cuore di chi schiavo del denaro è da esso soggiogato e privato di ogni razionalità ed intelletto.
Un uomo privo di razionalità ed intelletto, non è molto diverso da un animale...che agisce per istinto. Ecco dunque spiegata la frase
è come gli animali che periscono.
Come si può dunque amare Dio e contemporaneamente amare il Dio-denaro Mammona? Quando si possiede un cuore pieno delle cose del mondo e per tale motivo freddo e disamorato, come si può pretendere di amare e di bruciare di fervore per il Signore?
La Parola ci dice che è impossibile e che o si amerò luno o si odierà laltro (vedi Mt 6,24). A sottolineare inoltre laridità delluomo faber, delluomo che confida solamente nelluomo, delluomo artefice del proprio destino è bene ascoltare le parole del Signore pronunziate attraverso la bocca del profeta Geremia. «5 Maledetto l'uomo che confida nell'uomo,
che pone nella carne il suo sostegno
e dal Signore si allontana il suo cuore.
6 Egli sarà come un tamerisco nella steppa,
quando viene il bene non lo vede;
dimorerà in luoghi aridi nel deserto,
in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.. Geremia 17, 5-6
E ancora il profeta sottolinea la precarietà dei tesori terreni.
11 Come una pernice che cova uova da lei non deposte
è chi accumula ricchezze, ma senza giustizia.
A metà dei suoi giorni dovrà lasciarle
e alla sua fine apparirà uno stolto». Geremia 17,1
Come appare anche in Matteo 6,19-21
"Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano.Perché là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore".
Dunque se il nostro tesoro è qui sulla terra, sulla terra sarà il nostro cuore! Lungi da noi tutto ciò che può distoglierci dalla nostra meta, il Cielo!
Da ciò deve nascere a mio avviso l'esigenza di accumulare ogni giorno attraverso, la partecipazione alla Santa Eucarestia, la lettura della Parola e la preghiera del cuore, quell'Amore di Dio che costituisce il tesoro eterno del Cristiano!!!
Terminando questa meditazione vorrei ripetere la frase di partenza, sicuro che ora leffetto che vi farà sarà diverso Ringrazio il Signore per non avermi fatto ricco.
Infatti
Che giova alluomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso? " (Lc 9,25). Carissimi tutti, non si è voluto dire che i ricchi siano superbi ed i poveri non lo possano essere, ma piuttosto che sarà più facile insuperbire per un ricco piuttosto che per un povero Così come la cupidigia e la gola di un ricco, che pur avendo vuole avere sempre di più, è più dannosa del desiderio, peraltro umano, di un povero che vorrebbe ciò che non ha! Quando si parla giustamente di una società corrotta, bisogna comprendere che si parla di una società che vuole omologare tutti al Benessereche vuole danneggiare tutti indipendentemente dalla ricchezza o dalla povertàe che dietro queste società, non ci sono i poveri, ma i ricchi e i potenti!!! Ad esempio: Roma è piena di quartieri popolari, cè tanta microcriminalità Ma chi è più giustificabile tra un ragazzino povero che spaccia la droga e un narcotrafficante super-ricco che fornisce la droga, a quel ragazzo?
O ancora chi giustifichereste di più tra uno scippatore che muore di fame, ed un imprenditore che ruba per avere di più di ciò che ha! Se proprio un albero è malato e vogliamo estirparlo, taglieremo le foglioline, i ramoscelli, o direttamente la radice? Il problema è sempre alla radice! Chi ha orecchie per intendere, intenda... Senza poi considerare che stiamo parlando di persone che probabilmente non conoscono il messaggio Evangelico o che non lo mettono in praticapoiché se sapessero, allora vedrebbero con i loro stessi occhi che non cè alcuna differenza tra il ricco e il poveropoiché tutti e due sono figli dello stesso Dio! Questo ci insegna il Signore, che dobbiamo amarci in quanto tutti Suoi figli e pertanto fratelli e sorelle! Sicuramente ricchi e poveri, alla luce di questo, farebbero il possibile per venirsi incontro, poiché avrebbero compreso il messaggio evangelico (come quelle 35 donne aristocratiche che avevano ricevuto una ottima educazione cristiana)... Il Vangelo non parla solo ai poveri, non parla solo ai ricchiEsso vale per luno come per laltroe il messaggio non cambia, è sempre lo stesso ovvero che non è importante farsi un tesoro in terra, ma nei cielie che alla fine, rimane solo lamore!!!
Ed è per questo che alla luce del Vangelo la povertà è un dono (e come tutti i doni bisogna saperli sfruttare), così come la ricchezza è un dono (se la si sa sfruttare bene), ma sicuramente il dono più grande tra i due sarà il primo, poiché implica maggiore sofferenza e minori meritie la sofferenza si sa, ha valore espiatorio! E non dimentichiamoci che anche Gesù fu povero, Lui che era già ricco di ogni ricchezza nei Cieli, Lui che era il padrone di tutto il Creato, poteva pur desiderare, la bassezza della ricchezza effimera sulla Terra? No di certo...
E non è stato forse preparato un posto anche per noi in quel Glorioso Regno? E non è forse Gesù la Via? Dunque bisogna cercare di seguire il più possibile le orme di Gesù...vivendo la Sua parola e amando come Egli amava! E' questo il segreto della santità...
Fare la Volontà del Padre come fece Gesù e come fece Maria!
Concludo dicendo, che non dobbiamo considerare il messaggio evangelico come vecchio e desueto...poichè ciò che il Signore disse ad un giovane ricco, Gesù in realtà,continua a ripeterlo ancora oggi ai tanti che popolano la Terra...Ma quanti sono disposti a seguirlo?
"Vai, vendi tutto quello che hai, dallo ai poveri, poi vieni e seguimi". Pace e bene a tutti voi!




Daniele