La povertà evangelica

Benissimo ragazzi, stasera riflettevo sulla povertàe ad un tratto mi sono chiesto, ma quando Gesù parlava di poveri, a chi si riferiva?
Luca 6:20 Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva:
Beati voi poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Luca 4:18 Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l'unzione,
e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio,
Nel linguaggio comune è povero colui che possiede pochi beni materialie di conseguenza molto spesso si finisce per associare povertà ad assenza di benima è veramente questa la povertà di cui ci parla il Vangelo? Per povertà evangelica non si deve intendere solo la scarsità di beni naturali ma, e soprattutto, il distacco da essi. Seguendo questo punto di vista un grande ricco può essere povero secondo il Vangelo e uno di coloro che si dicono comunemente poveri può essere ricco di desideri terreni e di aspirazioni mondane e quindi non povero secondo lo spirito del Vangelo.
2Corinzi 6:10 afflitti, ma sempre lieti; poveri, ma facciamo ricchi molti; gente che non ha nulla e invece possediamo tutto!
Questo discorso, servirà per far maggiore chiarezza a quanto si era già detto nel precedente topic Luomo nella prosperità non comprende riguardo la ricchezza e la povertà!
Si possiede veramente la povertà evangelica quando si considerano i beni di questo mondo «un nulla, una spazzatura», come dice S. Paolo, oppure si valutano solo in quanto possono diventare strumenti utili per conseguire i beni celesti: si ritengono mezzo per raggiungere il Signore: «Ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo» (Fil. 3,8).
Non si è dunque tanto più poveri quanto meno beni materiali si possiedono, ma si è tanto più poveri tanto più si è distaccati da questi beni.
Tanto più ci si distacca dalle cose della terra, tanto più si creerà dentro di noi uno spazio sufficientemente grande da poter custodire al nostro interno quella disposizione spirituale necessaria ed indispensabile per rendersi idonei e capaci di amare Dio veramente come Lui vuole essere amato
Così facendo ci si incammina sulla strada della Santità! Non cè Santo che non abbia sperimentato questo nella propria vita, il distacco dalle cose del mondo è alla base della vita di ogni santo
La povertà evangelica, distaccando dalle cose terrene, libera lanima e il corpo da tutti quei legacci che potrebbero avvinghiarla e corromperla
Frutti fecondi del distacco sono la libertà e labbandono fiducioso nella braccia amorevoli del Padre, che porteranno il povero al massimo grado di pace e serenità raggiungibile sulla terra
E' proprio per questo che il grande San Francesco decise addirittura di sposare Sorella Povertà, perché egli diceva che solo essa era Perfetta letizia
La povertà è perfetta letizia poiché solo in essa ritroviamo quella libertà che ci aprirà le porte della Verità e ci permetterà di avere il cuore sgombro e mondo dal fango della terra
A proposito di fango mi vengono in mente le parole del grande San Giuseppe da Copertino, o.f.m. il quale diceva: «I servi di Dio devono fare come gli uccelli, i quali scendono a terra per prendere un pò di cibo, e poi subito si risollevano in aria. Similmente i servi di Dio possono fermarsi sulla terra quanto comporta la necessità del vivere umano, ma poi subito, con la mente, devono sollevarsi al cielo per lodare e benedire il Signore. Gli uccelli se scorgono del fango sul terreno, non si calano sopra, oppure lo fanno con molta cautela per non imbrattarsi. Così dobbiamo fare noi: mai abbassarci alle cose che macchiano lanima, ma sollevarci in alto e con le nostre opere lodare il Signore, Sommo Bene» (G. PARISCIANI, Massime di S. Giuseppe da Copertino, Osimo 1963).
Bene carissimi fratelli e sorelle, oggi abbiamo compreso che la povertà è davvero un gran bel dono Fin da ora potremo essere più poveri se soltanto volessimo distaccarci da ciò che ci fa più comodo E difficile, me ne rendo conto, soprattutto di questi tempi, ma non impossibile, se giorno dopo giorno imparassimo a combattere contro noi stessi
D'altronde siamo chiamati a due lotte, e dalla prima dipende strettamente la seconda. La prima battaglia è contro esseri di spirito, come dice San Paolo in Efesini 6:12 La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. La seconda battaglia è contro noi stessi, contro la carne, come più spesso si dice nei Vangeliovvero contro le nostre passioni, i nostri istinti che vogliono tenerci ben saldi a terra Ora che abbiamo compreso insieme limportanza del distacco dalle vanità e dalla carne abbiamo un nuovo slogan da gridare a questo mondo malato, Povero è bello!
Molti non ci comprenderebbero, ma Colui per il quale viviamo...sicuramente si rallegrerebbe!
Padre Santo ti chiediamo di liberarci dalle pesanti catene che ci opprimono e ci impediscono di volare verso di Te...come uccelli ingabbiati siamo schiavi delle nostre passioni, dei nostri desideri, della vanagloria del mondo...
Signore solo Tu puoi liberarci da questi mali, solo Tu puoi renderci veramente liberi...liberi di amare Te e i nostri fratelli sopra ogni altra cosa!
Signore, ti preghiamo, rendi povero il nostro spirito!
Sia lodato Gesù Cristo!




Daniele