Quanti si salvano?

Tranquilli, tranquilli, carissimi fratelli e sorelle, non sono uscito di testa e non è mia intenzione fare una stima di quanti siano i redentiil mio unico intento è quello di analizzare questa domanda, che da secoli assilla soprattutto i credenti, alla luce della Parola del Signore.
Nel Vangelo di Luca (13,22-30), un tale si avvicina al maestro e gli chiede Signore sono pochi quelli che si salvano?. Una domanda davvero impegnativa alla quale tuttavia Gesù avrebbe potuto rispondere senza problemi, ma preferisce non farlo così direttamente, Egli infatti dice Sforzatevi di entrare per la porta stretta.
Da notare in questa frase lintento pedagogico di Gesù, che educa i discepoli (e noi ancora oggi) a passare dal piano della semplice curiosità a quello della vera Sapienza, non rispondeno alla curiosità ma indicando la giusta strada per la Salvezza.
In merito, penso allassurdità di alcune sette, o di alcune pseudo-religioni che credono di sapere il numero preciso dei salvati attraverso interpretazioni errate delle Scritture. Cito ad esempio i Testimoni di Geova i quali indicano questo numero con 144 mila Ora pensate, o fate una stima, di quante persone hanno vissuto sulla terra, di quante hanno avuto una santa vita e scoprirete che il numero è ampiamente superato! Se fosse come loro dicono troveremo una bella sorpresa alle porte del Paradiso, magari un bel cartello con su scritto "Tutto completo"!
Da cosa deriva il numero 144 mila?
Il numero 144mila ricorre nellApocalisse di San Giovanni, ma ha un valore puramente simbolico (esso è infatti il quadrato di 12, il numero delle tribù di Israele moltiplicato per mille).
Se questo non dovesse convincervi abbastanza, allora sappiate che nella stessa Apocalisse 7,4-9 si parla dei redenti e lapostolo ci dice ciò che egli vedeva chiaramente una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare. Nessuno dunque, se non lo stesso Dio, può sapere quanti sono coloro che si salvano.
Ma non dimentichiamoci del prezioso consiglio di Gesù che va oltre questa domanda indicandoci la via della Salvezza ed esortandoci a percorrere la via stretta, quella del Vangelo, quella che poi lo stesso Gesù ha vissuto Continuando ad analizzare il brano di Luca scopriamo altri particolari interessanti ad esempio si dice Abbiamo mangiato e bevuto alla tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Questa frase ci aiuta a comprendere che non basta appartenere ad una razza, o ad una tribù, fosse anche il popolo eletto da cui proviene lo stesso Salvatore, per essere salvati, poichè ciò che ci mette sulla strada della salvezza è una decisione personale!
Ed infine, questo brano di Luca si può mettere in relazione con il Vangelo di Matteo (Mt 7,13-14) in cui si parla di due vie quella larga e quella stretta. Perché una è larga e laltra è stretta?
La larga è la via comoda del mondo, e la stretta quella faticosa e dolorosa che porta alla Redenzione...Ma ora vi chiedo, siamo proprio sicuri che sia così facile il cammino per gli uomini del mondo?
Senza rischiare di cadere nel luogo comune, secondo il quale tutto va magnificamente per i malvagi, scopriamo che a seconda del metro che utilizziamo per operare questanalisi, i risultati cambiano.
Se ad esempio facciamo riferimento allappagamento dei sensi, forse si, la loro via potrebbe essere anche larga, larghissima Ma questo metro in quanto finito non è il più idoneo a questo tipo di misura, per questo tipo di misure infatti il metro più giusto da utilizzare è quello della Felicità (quella vera, quella eterna).
Prendendo la Felicità come punto di riferimento allora scopriamo come lintero orizzonte cambiae che non è più luomo del mondo a trovarsi nella via larga poiché esso si trova in una via ancor più stretta, quella dellinfelicità! E così ci accorgiamo che la via larga è come quei tunnel degli illusionisti che sembrano lunghissimi e che invece finiscono subitoe non portano da nessuna parte, poiché la strada o è chiusa o finisce in un bel precipizio.
Mentre la via stretta è come un sentiero di montagna, piccolo, alcune volte impervio, ma offre un paesaggio e una varietà di colori da rimanere estasiatiper non parlare quando poi di quando si arriva in cima alla montagnaLemozione di essere giunti così in alto e di guardare il mondo da lassù, per contemplare la Creazione è unesperienza che solo un esperto montanaro, o un santo possono comprendereluno giunto alla cima di un alto monte, laltro alla vetta della santità! Buona giornata!
Che la pace e l'amore del Signore vi accompagnino e riempiano i vostri cuori!




Daniele