Eduard (breve racconto)

Eduard era un ragazzo alto, dai capelli castani e gli occhi verdi smeraldo. Il suo sguardo riusciva a penetrare tra i sogni degli uomini e i fiori del bosco.
Camminava lentamente per la strada della vita cogliendo, solo, i frutti più acerbi e meno colorati degli alberi che riempivano un prato color verde felicità.
I suoi lunghi passi calpestavano terra bagnata, intrisa dalle lacrime della gente del mondo. Indossava una giacca marrone sgualcita sul davanti, a cui mancavano perfino i bottoni, ma lui ringraziava comunque il suo Dio perché ci stavano ancora le asole.
Ai piedi portava delle ciabatte color verde oliva che aveva da quando, anni addietro, la sua mamma laveva abbandonato e consegnato al plumbeo cielo della vita.
Eduard aveva un viso scolpito dal vento e nutrito dai raggi del sole.
La sera si sedeva su uno scoglio, in riva al mare ad osservare le stelle raccolte in un oceano infinito di speranze. Stelle come sogni, come fiabe chiuse in un libro verde e giallo oro.
Le onde del mare facevano la fila per riflettere sul loro manto dacqua i pensieri e le speranze dipinte negli occhi di Eduard. Aveva delle guance rosse che risaltavano, quando, il suo sorriso inondava di gioia e allegria la strada davanti a sé.
Eduard sognava ogni giorno, ogni istante e non perdeva un solo minuto della sua vita; doveva scoprire ogni volta che gli si presentava loccasione, cosa il suo bel cuore capiva passo dopo passo.
Eduard scovava di continuo un granello nuovo di felicità e ringraziava il suo buon Dio che glielo aveva donato. Un giorno rimase meravigliato per aver trovato un tozzo di pane da mangiare, per terra; al tramonto del giorno dopo, ammirò il sole che si distendeva allorizzonte soffiando davanti a sé uninfinità di riccioli di luce sul mare.
Una sera, il suo animo straripò di gioia: aveva visto un bambino che gli sorrideva.
Unaltra volta pianse di felicità: un vecchino incontrato sulla strada di nome Paulo Coelho gli regalò un segreto: quando abbiamo davanti agli occhi dei grandi tesori, non ce ne accorgiamo mai. E sai perché? Perché gli uomini non credono ai tesori.
Pianse. Pianse lacrime di commozione per tutta la sera, perché lui, sapeva di avere in tesoro a cui credeva fortemente. Era un tesoro di inestimabile valore ed Eduard lo celava con grande cura dentro il suo cuore; lo saziava di bontà ed affetto, di gioia e serenità.
Eduard aveva accanto a sé unamica a cui confidava ogni cosa e la ringraziava ogni giorno, in cuor suo, per i buoni consigli sinceri che lei gli regalava.
Il suo nome era Veronika e rappresentava per Eduard la sua più bella amicizia nonché la persona a cui teneva di più, in quel momento, per lui, così magico e intrigante.
Calpestavano insieme ogni ortica presente sul loro cammino e ridevano di gusto quando vedevano una gattina che saltellava di qua e di là per rincorrere una farfalla.
Un giorno Veronika chiese ad Eduard quale fosse il suo famoso tesoro e lui le rispose: il mio tesoro è presente in tutti gli uomini e donne di questo mondo: esso è quel frutto chiamato Gesù, soprannominato Amore che solo il nostro cuore ci sa far scoprire, regalandoci ogni giorno un pezzetto nuovo sempre stupendo e sorprendente perché di rara bellezza e di luce splendente.
Paolo, Paolo svegliati! E tardi, ti devi alzare Mamma, mamma ho fatto un sogno bellissimo!
Anchio feci un sogno meraviglioso quandero piccola, lo ricordo benissimo! E si è realizzato mamma?
Certo figlio mio, ce lho davanti ai miei occhi!

Amedeo