Chi pecora si fa...

La creazione era appena terminata e tutti gli animali facevano il bilancio di quanto avevano avuto dal Creatore. Fu a questo punto che la pecora si accorse di non aver proprio difese. Non aveva muscoli robusti, non sapeva correre veloce, non era capace di mimetizzarsi, non disponeva di veleni deterrenti...
Il Signore l'ascoltò con attenzione e le fece delle proposte. "Non ti piacerebbe avere della zanne acuminate?" le chiese. "Come farei a brucare l'erba?" osservò la pecora. "Vuoi degli artigli robusti?" le chiese il Signore. "Magari finirei per usarli a sproposito..." osservò la pecora. "Ti potrei dare due corna robuste!" - "E chi si avvicinerebbe più per accarezzarmi?". " Potrei metterti del veleno nella saliva ..." le propose in fine il Creatore. "Non se ne parla nemmeno; mi odierebbero tutti...". "Ma devo pur darti qualcosa che ti serva per ferire i tuoi nemici!" concluse il Signore. "Fare del male? Non me la sento proprio. Preferisco riceverlo!".
La pecora è quella che non fa male proprio a nessuno. Forse per questo il Signore ha scelto la sua categoria come simbolo del dono che egli ha fatto di sé. Ai suoi discepoli Gesù ha dato questa indicazione: «Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi...». Una sorte tutt'altro che invidiabile, ma socialmente insostituibile.
Dopo la lettura di questa bellissima storiella, riflettevo sul ruolo degli animali nella storia del nostro Signore, e ho compreso come il loro ruolo fosse stato tutt'altro che marginale... Basti pensare a quegli animali che dalle Scritture sappiamo che accompagnarono Gesù in diversi episodi della sua vita...
L'asinello e il bue alla nascita, che con il calore del loro fiato riscaldarono il corpicino infreddolito de piccolo Gesù...
Ancora una volta l'asinello che trasportò tante volte Gesù, durante la fuga in Egitto, e durante l'ingresso in Gerusalemme, ad esempio...un animale che ha conservato questo suo legame col Creatore, se pensiamo al privilegio che ha di possedere una croce bianca sul dorso...Ci avevate mai pensato? Com'è curioso il mondo, che lascia tracce di Dio, come autentiche firme del Suo Artista!
La pecorella infine tante, tante volte citata come esempio di mansuetudine, purezza, ubbidienza e probabilmente anche debolezza, si,quella debolezza che deve essere la vera forza del Cristiano, come dice San Paolo! Quanto rispetto dunque per questi animali...
Dovremmo imparare qualcosa da questo, non solo nel rispetto degli animali, ma anche nel rispetto dei nostri fratelli, e sopratutto nel servizio del nostro Signore! Poichè se questi animali sono stati esemplari nel loro servire umilmente Gesù...spesso non lo siamo noi che possediamo più di loro, intelletto e raziocinio!
Signore rendici miti e mansueti come agnellini, miti come Tu lo sei stato davanti ai tuoi carnefici e donaci, ti preghiamo, quell'umiltà che non si sa gonfiare, che non si sa gloriare dei suoi successi, davanti agli uomini, che non va oltre, che non si innalza...Piuttosto, Signore, abbassaci perchè nessuno ci veda, mentre amandoti tutto ti offriamo, che nessuno ci veda quando pregando ti affidiamo le nostre intenzioni e quelle dei nostri cari...
Non ti chiediamo di essere gigli dei campi, poichè se tutti fossero gigli non esisterebbero sfumature, rendici invece mammolette nascoste agli sguardi dei fiori più alti... Anche noi vogliamo scaldarti con l'amore che abbiamo dentro, quando il mondo freddo e indifferente a Te, che bussi, ti impedisce di nascere ancora nei cuori di molti... Anche noi vogliamo trasportare te, la tua croce, la tua Parola a coloro che non ti hanno mai conosciuto, a coloro che soffrono e desiderano un po d'amore... Che il Tuo Amore sempre eterno, ci traformi ogni giorno e sappia farci crescere nell'umiltà, nella carità e nella fede, questo noi ti chiediamo Buon Pastore, nostro unico Signore!

Sia lodato nei secoli eterni l'Agnello di Dio, il Salvatore che sempre regnerà!

Daniele