Fede e Comunicazione

In questi giorni le mie meditazioni vertono su Fede e Comunicazione, o meglio mi sto domandando quale tipo di linguaggio è più appropriato per trasmettere la Fede, o parlare di verità di Fede? La risposta non è semplice come si potrebbe pensare.
Prima di tutto occorre fare una domanda, è possibile trasmettere la fede e se si, come?
E chiaro che la Fede in quanto tale risulta un concetto piuttosto astratto e personale, e per tale motivo, straordinariamente, la mia Fede non sarà mai uguale a quella di tizio e di caioma la fede è al tempo stesso un linguaggio universale o se preferiamo un sottolinguaggio dell'Amore (linguaggio universale per eccellenza), poiché non cè Fede senza Amore e non cè Amore che non implichi Fede, così come in amore deve essere necessario un abbandono completo nellaltro, anche il Cristiano deve potersi affidare nelle braccia amorevoli del Padre senza porsi troppe domande. Quindi ciò che appare da questo piccolo quadretto è che la Fede è sì personale, ma anche universale, e di conseguenza se è universale si compone di verità che possono essere trasmesse universalmentema quali verità? Le verità in realtà fanno parte dellunica VERITA ovvero Dio esiste.
E' Lui la Verità e come tale consacra la verità al Suo Essere.
Dio è Verità di Bene Assoluto e il Suo Creato è il frutto armonioso del Suo Amore.
Tutte le altre verità ovvero vita/morte, bene/male, vita terrena/vita eterna sono tutte conseguenze dellunica VERA VERITA.

E sono come tali inconfutabili.
Ma paradossalmente tutte queste verità possono essere comprese soltanto alla luce della Fede, poiché con i soli sensi percepiamo, captiamo qualcosa senza tuttavia scorgere nullainoltre i sensi ahimé son fallaci, e perché? Perché sconvolgono e sovvertono la verità. In che modo ti starai chiedendo? Perché le nostre sensazioni di ciò che è vero e ciò che è falso sono estremamente mutevoli e cambiano in funzione di chi le formula, perché ci sarà sempre un tizio sordo, un caio cieco, un sempronio muto, o miope o daltonicoquesto per dire che la percezione sensoriale non è mai uguale! Le verità che si percepiscono con i sensi sono strettamente personali, non è detto che non riescano a percepirla, ma soltanto che la percepiscono in maniera differente, ad esempio un cieco non potrà mai apprezzare la verità di un tramonto o di un alba, ma apprezzerà il calore e la gioia che scaturisce da un sorriso pur non vedendolo
Ma si possono chiamare verità queste?
No altrimenti esisterebbero molteplici verità, ed invece la verità è UNA ed UNA SOLA, e queste altre apparenti verità non sono altro che molteplici punti di vista con il quale può essere interpretata una verità! Ecco svelato larcanoed inoltre abbiamo avuto modo di vedere che i punti di vista della verità possono essere fallaci, quindi siamo giunti ad una nuova sensazionale scoperta, quella che affidarsi ai propri sensi per scoprire la verità, può essere utile per riuscire a penetrarla meglio ma al tempo stesso se si ha unidea in partenza già distorta si finisce per traviarla ancora di più Ma i sensi sono poi così indispensabili per penetrare nel mistero della Verità?
No, infatti i perché della terra che compongono i molteplici punti di vista (i sensi) distolgono dalla Verità, le uniche certezze ce le da in questo senso la FEDE! La Fede nostro sostegno, nostro conforto e nostro straordinario strumento per comprendere il vero motivo per il quale Dio ci ha creato che è quello di condividere con Lui la Verità, l'unica Verità: Egli è il Padre nostro in cielo e in terra.
Se la Fede è lo strumento più appropriato per parlare di Verità, esiste un linguaggio che stimoli la Fede? Il linguaggio esiste e si chiama immaginazione, che consiste nellevocare immagini nella nostra mente attraverso strumenti quali ad esempio la poesia, la quale a sua volta si avvale come mezzo vettore di un senso, la vista o ludito, ma che appare ininfluente ai fini dellimmagine che essa evoca nella singola persona. Non sto dicendo che stimolare limmaginazione sia il mezzo di apprendimento più efficace, dico che è il più semplice, quello con il quale si apprende meglio anche un concetto complesso!
Il nostro Signore Gesù ad esempio molto spesso si avvaleva di parabole che stimolando limmaginazione rendevano facilmente digeribili concetti apparentemente astratti, ad una popolazione variegata di livello culturale piuttosto basso.
Fantasia e Fede: in fondo possono essere la stessa cosa, questo è il binomio vincente.
A noi sta renderli reali. A noi sta fornire gli strumenti e i suggerimenti perché chi ci ascolta sia immerso in un mondo non solo probabile, ma assolutamente vero e raggiungibile, senza mai apparire esaltati o depositari di verità, poiché la Verità si esalta da sola, senza laiuto di nessuno. La parola chiave è nuovamente, quel fiat dellabbandono, poiché anche alla fede e alla fantasia bisogna abbandonarsi affinché non soltanto noi, ma sopra tutto chi ci ascolta si senta avvinto! I bambini oltre ad essere puri nel corpo e nello spirito sono coloro che più di tutti amano la fantasia e che più di tutti riescono a fantasticarenon a caso nelle Sacre Sscritture è scritto che se non ritorneremo come bambini non entreremo mai nel regno dei cieli, è proprio il caso di prendere esempio da loro e di lasciare da parte tanti ragionamenti sragionati" di sapienti, scettici e soloni!
Amare il Padre Puro Spirito dopo aver conosciuto laspetto umano del Figlio. Anelare ad un mondo così diverso ed imprevedibile, ed improponibile al nostro di tutti i giorni, nel quale ci siano albe e tramonti più belli e commoventi di quelli che siamo abituati a vedere, gioire di colori, di musiche, di atmosfere più incantanti di questi nostrani. Come sono possibili queste pulsioni verso lapparente incognito, se non concedendo piena fiducia a chi ci promette e ci racconta la Felicità? E un confidare, fidarsi di qualcosa inimmaginabile senza averla mai vista ma solo per sentito dire, e scommeterci sopra in barba alla morte. A tutti questi interrogativi una sola risposta: la Fede. Il Credere anche senza prove, ma grazie a quelle tante che ci sono fornite nelle Sacre Scritture, e grazie anche a qualche piccolo miracolo(Emilio Crispo)
Bisogna a mio avviso rivoluzionare la storia stessa del nostro linguaggio ed imparare a parlare una nuova lingua, sconosciuta ai più eppure compresa in tutte le parti del mondo, ma che dico del mondo, delluniversonon solo visibile, ma anche invisibile, è lAMORE, lamore che fa sognare, che stimola la fantasia, che cambia, che si accresce senza limiti, che plasma che muta e scorrendo vorticosamente riscalda e illumina!
Impariamo a parlare con il cuore, ad ascoltare con il cuore, a vedere con il cuoree tante cose che prima credevamo impossibili non saranno più tali!
Impariamo ad utilizzare il linguaggio più bello, sofisticato, universale ed eterno che ci sia, lAmore, e quando saremo capaci di amare indistintamente e in ogni momento della giornata, allora non ci sarà ostacolo o impedimento tale da non consentirci di proseguire avanti, sulla strada della Volontà del Padrepoiché sarà Egli stesso a suscitare nei nostri cuori la Verità da seguire, poiché Egli è la Verità. Con Amore si possono spostare le montagne si sente dire, è vero, e si può anche, aggiungo, entrare nel cuore di pietra di una persona per tramutare la fredda roccia nel caldo muscolo palpitante di gioia, pace e amore che tutti coloro che scoprono lAmore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo possiedono! Che lo Spirito Santo ci guidi sempre, sulla strada della Verità!

Daniele