Efficacia dell'esempio

Abbiamo una grande responsabilità nei confronti di chi ci sta vicino, lo sapevate?

Molti di voi probabilmente si, ma spesso capita di non soffermarsi sufficientemente su questo argomento.
Le responsabilità sono tanto maggiori tanto minore è l'età della persona che abbiamo vicino...
Infatti un adolescente prima di essere tale è bambino ed un adulto è stato necessariamente bambino...tutte le fasi della nostra vita passano per l'infanzia...e questo potrà sembrarvi un ovvietà, lo è da un punto di vista razionale, ma non lo è affatto dal punto di vista spiriuale!!!
I bimbi di oggi sono gli adulti del domani e l'esempio che ogni Cristiano deve dare loro è fondamentale per una buona e sana crescita di questi...
I piccoli bimbi, sono come cera... non dimenticherò mai, in merito, le parole di Santa Teresina:

"Vedendo da vicino queste anime innocenti, ho capito che sfortuna era di non formarle bene fin dal risveglio, quando somigliano ad una cera molle sulla quale si può deporre l'impronta delle virtù, ma anche quella del male... Ho capito quello che ha detto Gesù nel Vangelo: che sarebbe meglio essere gettati in mare che scandalizzare uno solo di questi piccoli. Ah, quante anime arriverebbero alla santità, se fossero ben dirette!" (Scritto autobiografico "A" n. 148)

Ed effettivamente è proprio così, il genitore, l'educatore, il catechista, e tutte quelle persone che in qualche modo influiscono sulla crescita caratteriale e spirituale del bambino hanno grosse responsabilità verso questi...e per tale motivo dovrebbero cercare di dar loro il buon esempio!
Un buon esempio potrà fare di un bimbo un santo del futuro, questo forse ce lo scordiamo!
Vi propongo un esercizio che sono sicuro vi gioverà...ogni volta guardate un bimbo guardate in esso un potenziale santo e domandatevi in che modo potete aiutarlo!

Come potrà diventarlo, vi starete chiedendo?

Sicuramente quando svilupperà una propria coscienza, ma non scordiamoci di quei buoni esempi che nell'educazione infantile ha ricevuto!
Quanti di noi si ricordano persone e frasi, che facendoci riflettere hanno aperto nuovi orizzonti, magari incuriosendoci?

Spesso si tende a sottovalutare i bimbi, considerandoli troppo piccoli per comprendere sentimenti come l'Amore, l'amicizia e troppo ingenui per avere un'idea cristiana della morte, della vita eterna, delle creature celesti... Questo non è vero!
I bambini comprendono che Dio è Amore, sanno che cos'è l'amicizia perchè la vivono quotidianamente, e parlare loro di angeli e santi sicuramente li appassionerebbe molto!!!Non vergognamoci di farlo!!!
Non c'è creatura che abbia più fede sulla terra di un bimbo!
I veri miscredenti non sono i bimbi...bensì quegli stessi genitori che evitano accuratamente di parlare di religione davanti ai bambini, che evitano di pregare davanti a loro...
Se io per primo non prego davanti a mio figlio, se io non gli parlo mai di Gesù, di Maria, di angeli e di Santi...mio figlio crescerà senza sapere che c'è un Dio che da sempre lo ama, e vivrà per anni senza farsi domande ed interrogarsi sulla sua esistenza!!!

Non possiamo pretendere dai nostri figli che facciano o dicano cose che noi non facciamo e non diciamo, testimoniando con la nostra vita il contrario di quello che diciamo a parole.

Essere Cristiani vuol dire vivere Cristianamente, con coerenza e senza vergogna. Servono parole accompagnate dall'esempio concreto attraverso una vita coerente al messaggio ell'Annuncio!

Ci saranno nuovi cristiani quando le persone incontreranno cristiani veri non perché sono santi, ma perché si affidano al Signore e desiderano esserlo. Una vita cristianamente vissuta non passa inosservata, e prima o poi provoca delle domande alle quali poi si potrà rispondere altrettanto cristianamente portando l'Annuncio della salvezza a questa generazione. La fede nasce dall'ascolto e cresce con una vita cristiana coerente all'annuncio dato.

Concludo con un breve racconto sull'efficacia dell'esempio

Stefano aveva un asino che non beveva e stava morendo disidratato. “Portamelo – gli disse l’amico Romeo – e vedrai che risolveremo il problema appena il tuo asino vedrà come beve il mio.”

Per far bere un asino che non vuol bere, basta fargli vedere un altro asino che beve avidamente e con voluttà.

È proprio vero che se “le parole volano, gli esempi trascinano”.

Daniele