Ideologie e Gesù

Mi capita di affermare, a me stesso e ad altri, che non credo nelle ideologie, di destra o di sinistra che siano. Io credo che piano piano dovremmo giungere a questa conclusione… E Perché?
Perché, di qualunque ideologia si tratti, si parla comunque di un sistema di idee e concezioni con le quali si pretende di costruire una società migliore attraverso la riforma delle Istituzioni, statali e sociali. Il “Sistema” dovrebbe cambiare, e questa “rivoluzione” andrebbe ad incidere sul singolo. La storia ha dimostrato la falsità e le aberrazioni che produce questo approccio.

Alla destra è rimasto il liberismo sfrenato, il lassismo, il quale si vede bene nell’economia cosa produce: ineguaglianza, perché i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri.

La sinistra si aggrappa ad un eccessivo statalismo che coarta la creatività individuale; e un paradossale pseudo-egualitarismo, per cui ad esempio vengono considerati coniugi anche due uomini o due donne, come accade ora assurdamente in Spagna. Questo lassismo, diventa egoismo e libertinismo: e la cosa grave è che ammantato pure di una falsa idealità un egualitarismo finto, conquistato con la violenza (“Operai di tutto il Mondo, unitevi!” diceva Marx) e quindi, di conseguenza, con la dittatura (si vedano Stalin, Lenin e vari altri…): consideriamo pure le atrocità che sono state commesse in nome di uno stato ateo e materialista, nel comunismo, contro gli stessi cristiani. Marx ci è venuto a raccontare che la “religione è l’oppio dei Popoli”… ma ne siamo certi? La società del benessere a tutti i costi, che non di rado sfocia nel narcisismo; il nostro mondo fatto da creatività esasperata nello scoprire, da parte delle aziende, nuovi bisogni dei consumatori per poterli soddisfare, questo personalmente mi sembra il nuovo oppio. Una droga devastante che sfavorisce la ricerca della Verità, perché tutto sarebbe relativo, e ogni pensiero dovrebbe essere giusto e razionale, perché solo l’individuo conta. E in effetti, ad esempio, alla TV-spazzatura, ma anche al più ampio sistema economico e commerciale non conviene avere dei consumatori sapienti; piuttosto invece è meglio “anestetizzarli” e bombardarli di nuovi prodotti e/o schifezze, per poterli convincere che senza quel prodotto stai fuori: “ma come? Non vedi la TV? Ma stai Fuori! Non indossi quei jeans? Non piaci!”

Quello che doveva essere il pensiero alternativo alla Chiesa e al buon senso, è diventato il modo di pensare comune, e di alternativo non ha più nulla. “Il sesso? Certo che si fa prima del matrimonio!”: ecco il pensiero comune. Poi però le unioni si sfaldano perché è sempre più frequente che l’Amore sia sentimento e che la Bellezza sia percepita solo perlopiù a livello fisico.

L’altro giorno leggevo su un giornale che “farsi i tatuaggi non è più visto come un modo per andare fuori gli schemi, ma una moda, che seguono diverse persone”.Ma allora qual è il modo alternativo per vivere? E che significa alternativo? Bisogna per forza differenziarsi?

Ciò che differenzia, a mio modesto avviso è l’Amore. L’Amore comporta sacrificio, ma dona dolcezza,bellezza,speranza, pace. L’Amore alla fine porta a Gesù, a quel Dio che incredibilmente si è fatto uomo, ci ha amati come uomo e come Dio.

E come un vero Dio, il vero Dio che si rispetti, tanto è stato -ed è- un amorevolissimo psicologo, che si è inventato pure l’Eucaristia, per far sì che noi, nella Fede e in un cammino graduale fatto di Amore e Ricerca della Verità, lo possiamo toccare materialmente, mangiare, ingoiare, sentirlo nel corpo. Diventare come lui, vivere in lui e sentire dal profondo del nostro piccolo la dolcezza inimitabile e altissima del Suo Amore.

Daniele