I Giovani

Ci facciamo prendere dai molteplici affanni della vita terrena e poche volte ci poniamo domande sulle nostre origini e sulle meraviglie del Creato eppure è proprio da qui che ci provengono le Sue risposte. Dio è in fatti in tutto ciò che di bello ci circonda, per chi con il cuore puro sa guardare il mondo con gli occhi della Fede. Non fingiamoci distratti dinnanzi alle Sue parole: anche se non possiamo vederle, tutti noi lo vediamo lo conosciamo e ne percepiamo la vicinanza, ma tante troppe volte facciamo finta di nulla e preferiamo non vederlo. Vi siete mai chiesto perché? La risposta è perché fa troppo comodo credere al materialismo, fa troppo comodo non seguire i suoi insegnamenti che richiedono cieca fiducia e uno sforzo dAmore talvolta incomprensibile, fa troppo comodo seguire i bagliori delle gioie terrene, i sogni di ricchezza e di bellezza. Ma il dio bellezza e il dio vanità non sono che due aspetti di un unico erroneo modo di comprendere la nostra essenza e non sono altro che polvere accecante che offusca la visione della Luce, facendoci inforcare sentieri terrosi e tortuosi, deviandoci dalla rettilinea Strada della Via, Verità e della Vita che è Dio.
Cosè la Bellezza se non il dono di Dio per poter Amarlo e Lodarlo, se non uno degli infiniti strumenti di Dio per contemplarlo e rendergli grazie? Eppure confondiamo la bellezza che ci circonda con la Vanità, che nientaltro è che il Velo che rende Bello ciò che siamo e che gli altri sono, senza ricondurci alla matrice della Bellezza suprema che è Dio ma a noi stessi, esseri finiti che in questo modo egoistico azzeriamo i ponti con chi ci ha creati e rendiamo i nostri occhi meno sensibili alla Bellezza del Creato. La realtà è che tutti siamo ingannati, siamo ingannati nel vivere questa vita come se fosse lunica vera vita come se fosse lunica strada da godersi fino in fondo in tutti i modi Perché se non mi diverto ora quando potrò divertirmi? Se non faccio questo quando lo farò? Domande che ritornano in continuazione nelle nostre menti, soprattutto nei nostri giovani cuori. Eppure ci scordiamo dellinganno che dietro a queste parole si celaLa Ragione ci porta fuori strada, siamo portati a credere solo in quello che vediamo non accorgendoci invece che la Verità è fuori di noi e al tempo stesso è nella nostra essenza in quel soffio creatore che ci ha dato la vita e che ci ha permesso di vivere in armonia con il nostro Signore Dio che è nei Cieli. E allora ci accorgiamo anche di che uso errato facciamo della ragione, dono di Dio si, ma distribuitoci per la ricerca delle nostre origini riconducibili a Lui e Lui solo. E quando la ragione pretende di rispondere a tutte le domande è proprio in quel momento che si commette lerrore più grande, quello di non comprendere il Mistero ed è in quel momento che dobbiamo farci piccoli e umili dinnanzi allinfinito che è Dio; ed è allora che hanno senso più che mai le parole di Gesù quando disse che se non saremo come bambini non entreremo mai nel regno dei cieli. Essere come bambini non vuol dire essere incapaci di credere, anzi chi più dei bambini ha fede cieca in ciò che gli viene detto? Non sono forse i bambini che credono in ciò che non vedono? Allora impariamo ad essere come loro e impariamo a credere in Dio anche se non lo vediamo e impariamo a sentire la Gioia, lAmore e gli infiniti doni che ci elargisce generosamente. Impariamo a vedere la bellezza là dove cè una pur minuscola Scintilla di Dio, e facciamoci coraggiosi portatori della croce di Cristo, soprattutto noi giovani diffondendo quanto più possibile il verbo, facciamoci cavalieri di Cristo e con coraggio portiamo dinnanzi agli occhi di tutti quel commovente e straordinario mistero che non finisce mai di stupirci, dello spezzare del pane, corpo di Cristo e dellinnalzamento del Calice fonte di Salvezza, sangue del nostro Signore, dellAgnello di Dio venuto sulla terra per rimettere a noi i nostri peccati. Coraggio, non dobbiamo avere paura di parlare di Cristo, perché a tutti, anche a coloro che ci deridono e ci scherniscono è data la possibilità di vedere il Signore; e se il mio sacrificio ha come scopo ultimo quello di redimere unanima del Signore, beh, allora non posso che essere più fiero di me, per aver illuminato la strada di un mio fratello. E allora cosa ci dà veramente gioia? è veramente gioia la ricchezza, la vanità e il piacere sfrenato? O forse è vera gioia lAmore Eterno e Infinito, la promessa di una vita fatta di felicità Gioia e Vera Vita?
Sceglieresti di mangiare un piatto succulento ma finito piuttosto che un piatto che da eterna felicità dei sensi di cui abbiamo le prove dellesistenza, ma che ha lunica piccola pecca di essere coperta da un tovagliolo? Che senso ha scegliere il finito che inesorabilmente porta alla morte e non avere fiducia e FEDE ed abbracciare linfinito, leternità, lo smodato Amore di Dio e dei suoi figli Celesti!
Mai più che in questi tempi Dio ha bisogno di noi tutti giovani per schierare il suo esercito, fatto di anime armate di nullaltro che della parola del Signore e della cieca fiducia nella Santissima Trinità e nella nostra Madre Misericordiosa alla quale spetterà il compito di guidare larmata più numerosa nellultima battaglia che riporterà tutti i giusti al cospetto di Dio, e allora tutti noi avremo un anima e nuovo corpo mondato dal peccato come era in principio. Così sia.

Daniele